Il questore: «Movida fuori controllo»

Padulano ha convocato i vertici della Fipe per evidenziare eccessi notturni fuori dai locali del ghetto e di via Cadorna

Molti, troppi gestori di locali hanno dimenticato il regolamento introdotto un anno fa dalla giunta comunale. Del fatto che dopo le 23 durante la settimana e le 24 il venerdì e il sabato non è consentito vendere bevande per asporto, non servite quindi ai tavoli, in bicchieri e bottiglie di vetro e che la musica ad alto volume è tollerata al venerdì oltre le 24 e il sabato oltre l'una. Tanto ligi alcuni, completamente disobbedienti altri. E non serve fare gradi giri per accorgersene. Basta fare quattro passi in Ghetto, tra via delle Beccherie (escluso il Dhome) via del Ponte per poi passare in piazza della Borsa dove attorno alla fontana dei 5 continenti si radunano decine di ragazzi a sorseggiare birra da bicchieri di vetro e bottiglie. Non sono da meno diversi locali di via Diaz, via Cadorna, via Felice Venezian, via Cassa di Risparmio.

Alle forze dell'ordine stanno arrivando proteste anche per schiamazzi e assembramenti di persone. Come pure per le musica tenuta ad elevato volume. Molti gestori dimenticano di guardare l'orologio fregandosene di regole, buona educazione e al diritto di chi abita ai piani superiori di riposare dopo una certa ora. La sanzione per la violazione delle disposizioni introdotte ammonta a 200 euro. Al terzo ammonimento, alla terza multa, viene disposto che il locale venga chiuso per alcuni giorni.

«Abbiamo disposto un servizio mirato, specialmente per le segnalazioni che abbiamo ricevuto su via Cadorna e via Diaz - dichiara il questore, Giuseppe Padulano che nei giorni scorsi ha incontrato per affrontare il problema il presidente della Fipe, Bruno Vesnaver - dai residenti e da chi transita in automobile. Hanno denunciano assembramenti di clienti fino al centro della carreggiata, musica ad elevato volume ben oltre gli orari consentiti. Stiamo sensibilizzando certi gestori che stanno andando un po' oltre le righe contattandoli e facendo presente la situazione - spiega - perché il regolamento va rispettato. In fondo basta un po’ di collaborazione e buon senso».

I vertici della Fipe contestano aspramente il comportamento di certi gestori. «Non c'è collaborazione parte di molti, - denuncia Vesnaver - vedono il regolamento come un limite, uno strumento fastidioso, un obbligo senza capire invece che rispettare alcune semplici regole rende la situazione più semplice a tutti, il lavoro più sicuro e la categoria acquisisce maggior rispetto». Un monito Vesnaver lo rivolge anche ad alcuni esercenti che pubblicizzano il consumo di tre superalcolici al prezzo di due. «Facciamo male ai giovani in questo modo - osserva - perché con una politica così demenziale spingiamo a bere senza freni, pensando al guadagno e fregandocene delle salute delle persone e dell'educazione. A quanto pare, - valuta - a vendere tre birre al prezzo di due o tre grappe regalandone una quarta sono capaci tutti, a gestire con responsabilità un locale invece è più difficile. Chiedo a tutela della categoria maggiori controlli delle forze dell'ordine affinché il regolamento venga rispettato.

Chi viene multato ripetutamente e gli viene imposta la chiusura del locale poi non venga a chiedere aiuto».

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