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Semestre da record per Banca Generali

L’utile netto cresce del 24% e tocca i massimi storici a quota 88,4 milioni. Decisivo l’andamento del risparmio gestito

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Un meeting di Banca Generali 

Banca Generali si mette alle spalle un primo semestre da record, nonostante le incertezze dell’economia italiana e alza l’asticella degli obiettivi per l’intero 2014. Il periodo gennaio-giugno è andato in archivio con un utile netto di 88,4 milioni di euro (in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio), che rappresenta il miglior risultato semestrale nella storia per la società. Il margine di intermediazione (che considera gli interessi, le rettifiche sui crediti, i dividendi e altri proventi) si è attestato a 229,3 milioni, con un progresso del 21,5% nel confronto a dodici mesi, grazie soprattutto al contributo delle commissioni di gestione. Sono aumentati anche i costi operativi (+5,3%), che hanno raggiunto quota 78,4 milioni.

Questa dinamica è stata spiegata dal management della banca triestina alla luce degli investimenti resi necessari per l’upgrading tecnologico e l’acquisizione del ramo di attività affluent e upper affluent di Credit Suisse in Italia. Questa operazione sarà completata a novembre e comincerà a produrre i suoi frutti nell’esercizio 2015. Il range di prezzo pattuito è di 47-50 milioni per il ramo di attività che porterà alla società triestina 2 miliardi circa in asset totali e 59 promotori. 

Tornando ai dati comunicati ieri e relativi al risparmio gestito, la raccolta netta si è attestata a 2,3 miliardi di euro, con un balzo del 64% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le masse totali a fine giugno ammontano a 32,3 miliardi (+18%). Tanto che la società triestina ha alzato l’obiettivo di raccolta per fine anno a 3 miliardi, uno in più rispetto a quanto indicato in precedenza.

Dal punto vista della solidità patrimoniale, il Tier 1 ratio si è attestato al 13,5% e il Total Capital ratio al 14,0%, ben al di sopra delle soglie di sicurezza. «Per le reti di promotori finanziari questo è un buon momento - ha sottolineato l’amministratore delegato Piermario Motta -. Con i tassi di interesse così bassi, i risparmiatori ora hanno bisogno di consulenza per diversificare». Motta si è soffermato sul percorso di crescita compiuto dalla società, mostrandosi orgoglioso del fatto che «la solidità e il dinamismo del nostro modello di business siano diventati un punto di riferimento per i risparmiatori e per i professionisti del settore. I livelli senza precedenti registrati in tutte le principali voci di bilancio - ha aggiunto - sono la risposta più esaustiva al valore della nostra offerta e alla qualità dei nostri consulenti che si adoperano con dedizione per affrontare le sfide nella valorizzazione dei risparmi delle famiglie in un momento di forti pressioni sui tassi».

L’amministratore delegato non ha escluso nuove acquisizioni nei prossimi mesi, ricordando che «ci sono banche medio-piccole con breakeven sempre più distanti, su cui si stanno facendo delle riflessioni», pur ricordando che la priorità è integrare le strutture acquisite nel recente passato: «Sono già arrivate quasi duecento persone, cioè quasi quattro volte la nostra media di crescita degli ultimi anni», ha sottolineato.

Rivendicazioni ben poste, stando alla reazione del mercato, che ieri ha premiato il titolo con un rialzo dello 0,90% in chiusura (dopo aver superato il 2% di progresso nel corso della seduta) a quota 20,90 euro. Secondo gli analisti di Websim, «si tratta di dati molto positivi e superiori alle nostre attese». In particolare, il riferimento è all’utile netto relativo al secondo trimestre, stimato in 39,3 milioni di euro, mentre il risultato finale è stato di 49,6 milioni, in crescita del 37% rispetto allo stesso periodo 2013. Gli esperti condividono anche l’ottimismo manifestato da Motta - nel corso della conference call – relativamente ai prossimi mesi. Da qui la conferma della raccomandazione “interessante” sul titolo, con il target price fissato a 24 euro.

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