E i famosi diari verranno digitalizzati

Le truppe jugoslave a Trieste in una delle 23mila fotografie conservate con i diari del collezionista triestino

Negli scritti la ricostruzione di una "pre-Gladio" negli anni dell’amministrazione alleata

Nel comprensorio museale di via Cumano sono ora conservati anche i famosi diari di Diego de Henriquez che la direttrice dei Civici musei Maria Masau Dan ha annunciato ieri che in futuro saranno anche digitalizzati per favorirne la consultazione. I diari per alcuni anni sono stati tenuti sotto sequestro dall’attuale procuratore della Repubblica a Trieste, Carlo Mastelloni che anche grazie alla loro analisi e in virtù di successivi interrogatori tra i quali quelli di Giulio Andreotti e di Paolo Emilio Taviani ricostruì una serie di vicende occulte che avvennero a Trieste negli anni dell’amministrazione alleata. In particolare una serie di esercitazioni militari che gruppetti di triestini andavano a fare in Friuli per addestrarsi in funzione antititina, il che indusse Mastelloni a parlare di una sorte di «pre-Gladio». E soprattutto dei flussi di denaro e di armi che Roma inviò a Trieste per favorire il ritorno della città all’Italia, ma che finirono anche nelle casse e soprattutto in mano di gruppi neofascisti, quali le Squadre di Cavana e del Viale. Non sono ancora chiare nemmeno le cause della fine di Diego de Henriquez che morì il 2 maggio 1974 nell’incendio scoppiato nel magazzino di via San Maurizio dove spesso dormiva.

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