De Henriquez, il primo nucleo a cent’anni dalla Grande guerra

È destinato a diventare uno dei più grandi Poli museali dedicati al Novecento di tutta Europa. Lunedì  l’inaugurazione

Quando sarà concluso sarà uno dei più grandi complessi museali di tutta Europa dedicati al Novecento, come ha sottolineato lo storico Lucio Fabi curatore del progetto scientifico. Ma già lunedì, giornata in cui ricorrerà il centesimo anniversario dello scoppio della Prima guerra mondiale, il Museo della guerra per la pace Diego de Henriquez vivrà una giornata storica con l’inaugurazione alle 19 del primo nucleo dopo la ristrutturazione degli edifici 3 e 4 della caserma Duca delle Puglie di via Cumano e il nuovo allestimento: un settore che è dedicato quasi esclusivamente a quella che in Italia fino a poco fa veniva definita la Grande guerra e che è incentrato soprattutto sui mezzi e i pezzi di artiglieria che sono stati a propria volta restaurati e comprende sia una parte espositiva che una struttura narrativa. In questi 2.600 metri quadrati è stato allestito il nuovo percorso museale non solo con l’esposizione delle collezioni, ma anche con i servizi di consultazione della biblioteca, della fototeca e dell’archivio, e gli uffici. Un restauro e un riallestimento costati, come ha specificato nel corso della presentazione l’assessore comunale alla cultura Franco Miracco, 500mila euro con finanziamenti non solo del Comune, ma anche della Regione, di Fondazione Crt e Generali. «Servirà ora segnaletica adeguata e soprattutto un rafforzamento dei trasporti pubblici - ha aggiunto Miracco - per fornire servizi adeguati a quello che, includendo anche il nuovo Museo di storia naturale, è un vero e proprio Polo museale in fieri».

Ma il de Henriquez, ha specificato la direttrice dei Civici musei di storia e arte Maria Masau Dan, soprattutto arricchisce e completa l’offerta museale di Trieste nel campo della storia contemporanea che già oggi con la Risiera di San Sabba (circa 100mila visitatori all’anno) e con il Sacrario della foiba di Basovizza (90mila) produce la maggiore concentrazione di visitatori dei musei civici. «Considerando il numero delle richieste di visita del museo de Henriquez giunte nel periodo di chiusura - sottolinea il Comune - si può ipotizzare abbastanza verosimilmente un risultato di almeno 30-40 mila presenze all’anno tenuto conto oltretutto che verrà fatta adeguata promozione anche nell’ambito delle scuole».

Ma lunedì si chiudono anche un percorso e un’attesa lunghissimi, considerato che risulta che già nel 1947 Diego de Henriquez avesse intenzione di donare il suo patrimonio al Comune e che già negli anni Cinquanta la Prefettura nominò una commissione con l’incarico di progettare il museo. La collezione è diventata proprietà del Comune, che l’ha acquistata dagli eredi, nel 1983 e solo nel 1999 ha trovato sede in via Cumano dove in una prima fase sono stati trasferiti solo i mezzi di artiglieria pesante e dal 2011 anche le raccolte di oggetti e documenti. È costituita da 15mila oggetti inventariati di cui 2.800 armi. Vi sono anche 24mila fotografie, 287 diari per complessive 38mila pagine, 12mila libri, 2.600 tra manifesti e volantini, 500 stampe, 470 carte geografiche e topografiche, 30 fondi archivistici, 290 documenti musicali, 150 quadri e un fondo di pellicole (250 documenti cinematografici conservati all’Istituto Luce di Roma). La caserma Duca delle Puglie è un comprensorio di oltre 23mila metri quadrati di cui 11mila coperti. Questo primo settore occuperà come detto 2.600 metri quadrati, ma altri 3.500 metri quadrati saranno disponibili dopo la ristrutturazione, che sta per iniziare, di altri due hangar.

Dal 29 luglio al 31 agosto, hanno annunciato ieri Miracco e Masau Dan, l’ingresso al museo sarà gratuito con orario 10-19 (lunedì giornata di chiusura). Dal 2 settembre l’ingresso sarà di 5 euro (4 euro il prezzo ridotto).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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