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Turisti all’assalto del tram: viaggio nella canicola

Ieri l’ultima giornata di corse gratuite, nessun intoppo tecnico. In piazza Oberdan centinaia di persone in attesa. Oggi nuovo stop per i collaudi alle altre vetture

di Gianpaolo Sarti
2 minuti di lettura

L’assalto alla diligenza in una domenica di luglio, con 33 gradi e orde di turisti in bermuda, non poteva che trasformarsi in un viaggio canicolare. Con l’aria condizionata a singhiozzo e metà finestrini bloccati. E così, nella telenovela del tram, il sindaco Cosolini si trova ora sul suo pur possente groppone due colpe. La prima: all’inaugurazione ha chiamato il vescovo; per come è andata sarebbe stato meglio l’esorcista. La seconda: per ricucire con i cittadini, dopo la bacchettata a Trieste Trasporti, ha lanciato l’idea delle corse gratis.

La folla sul tram (Foto Lasorte) 

La gente ha gradito tanto, tantissimo, perfino troppo. Lo si è visto ieri mattina, terzo e ultimo giorno di corse gratuite. In piazza Oberdan alle 11 non c’era nemmeno più spazio per aspettare. Nell’attesa, lottando per l’ultimo fazzoletto d’ombra disponibile, si pronosticava la prossima “disgrazia” della trenovia. Una sorta di casting improvvisato per aggiungere nuove strofe alla popolare canzonetta. «Vegnindo zo per Scorcola...». In realtà però la giornata di ieri è trascorsa senza intoppo alcuno: il tram, dopo il blocco di sabato dovuto a un problema elettronico, si è comportato al meglio.

Ma i triestini, si sa, a torto o a ragione brontolano sempre. Nemmeno il biglietto gratis va del tutto bene: «Vara ti quanta gente... Ogi no se paga, ma bisogneria meter el tram a 5 euro, perché far la manutenzion costa», mormorava uno. L’altro: «Che paghi i turisti...».

Loro, i turisti, erano tantissimi, in molti sventolavano le cartine geografiche a mo’ di ventaglio. Alle 11.05 il tram, sbuffando, si fa largo da piazza Dalmazia. La carrozza raggiunge il capolinea e apre le porte per il ricambio. Qualcuno stipato dentro emette un urlo, come di liberazione. Fuori loro, su gli altri. La vettura si riempie in pochi secondi, si può partire.

Il tram lascia piazza Oberdan, imbocca via Martiri della Libertà e si arrampica verso Campo Cologna. Ma l’aria condizionata si blocca di colpo.

Un tedesco cerca di abbassare i finestrini. Non sa - e nessuno sa spiegarglielo - che quelli “a monte” sono sigillati per sicurezza. Dentro ci sarà suppergiù un centinaio di persone. Chi ha avuto fortuna è seduto e si gode tragitto e panorama, per gli altri è una gara di resistenza. Ammassati, come su una metro milanese nell’ora di punta. I volti, prima imperlati di sudore, ora grondano. «Complimenti per l’organizzazione», azzarda una genovese. L’aria condizionata riprende, ma l’illusione dura poco. Una ragazza scende. «Dovevano fare gli ingressi contingentati», protesta un emiliano.

Fuori, intanto, la gente accompagna il passaggio con foto e applausi d’ammirazione. Non si sa se per il tram o per la resistenza di chi è dentro. La trenovia oggi si ferma ancora per i collaudi dell’Ustif alle altre due vetture. Si ripartirà a breve, senza inaugurazione e pagando il biglietto.

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