«Avvieremo la trasformazione del Carciotti»

Il sindaco: sì a investimenti privati, serviranno anche a creare nel palazzo il Museo della città

È difficile quando le finanze pubbliche sono bloccate e i lavori pubblici invece restano la più tangibile (dai cittadini) azione di un Comune, sbandierare grandi successi, ma il sindaco Cosolini ha convocato ieri una conferenza pubblica a ridosso del “ponte Joyce-ponte Curto” e si è messo al microfono davanti a un “parterre” soprattutto di alti ruoli (il presidente di Assicurazioni Generali, Gabriele Galateri, l’assessore regionale Francesco Peroni, il rettore Maurizio Fermeglia, la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat con l’assessore Vittorio Zollia, il soprintendente del “Verdi” Claudio Orazi, il senatore Francesco Russo, molti assessori) per rivendicare «le cose grandi e anche le piccole», peraltro elencate in un dépliant a stampa. Per esempio «lo sblocco di 33 milioni per opere pubbliche, che in proporzione sarebbero 400 milioni a Roma, e non li hanno», azioni di attrattività commerciale con i “monomarca”(e un pesante attacco è andato proprio ai commercianti, «in crisi da 15 anni non hanno saputo innovarsi, parlano di mercato ma non sanno accettarne i contenuti e cioé la competitività, ed è per contrastare questo principio che citano il Comune al Tar»).

«Dovremo fare di più» ha ammesso Cosolini, pur richiamandosi alla “città che torna grande”, a patto che smetta «vittimismi e protezionismi, particolarismi e situazioni di privilegio». Tra le ultime, il sindaco cita anche «le maestre che non vogliono lavorare due settimane in più d’estate nei centri estivi, ma noi - annuncia - torneremo alla carica».

Le buone realizzazioni? L’accordo con la Regione che ha portato a sveltire i collegamenti ferroviari, all’accordo sulla Ferriera, alla salvaguardia dei precari; i nuovi rapporti con i Paesi contermini «che hanno tolto Trieste dall’isolamento»; i grandi concerti in piazza Unità; la promessa di avviare entro il mandato la trasformazione del Carciotti e di assentire a investimenti privati, «soldi che in parte serviranno a creare in quella sede il Museo della città». E idee nuove sulla “città dei talenti” (giovani), su percorsi di sport diffuso per i più anziani, sulla creazione (finalmente, ma non si sa ancora dove) del centro congressi. Speranze: per l’avviamento del Silos e per l’operazione “Campo Marzio”. Invocata la collaborazione fra istituzioni (sul Porto, dove è scarsina, ma anche in generale). Ma nel bilancio sono entrate molte altre buone cose: il Consiglio comunale dei ragazzi, il non aumento di tasse fermi restando i servizi, il Piano regolatore, gli stalli per bici. E, naturalmente, il tram. (g. z.)

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