In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Afghano annegato, il vescovo: «Crescono egoismo e indifferenza»

Crepaldi: «Crisi non soltanto economica ma anche morale, la Chiesa è impegnata a combattere questa deriva. Ma Trieste è una città molto civile, piena di grandi valori e di capacità di accoglienza»

2 minuti di lettura
Il vescovo Crepaldi 

«Il rischio grande al giorno d’oggi è l’indifferenza. La crisi attuale, che non è solo economica ma anche morale, e che invece di determinare un risveglio delle coscienze e di rinnovare un’adesione forte ai valori, fa crescere purtroppo l’indifferenza e l’egoismo. Questa è anche la grande sfida che la Chiesa ha di fronte nel combattere adeguatamente, con tutti i mezzi, questa deriva di carattere morale». La storia di Khalil Ñazary, che si è lasciato annegare davanti piazza Unità, è una storia di indifferenza. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste, odia gli “indifferenti”. Come Antonio Gramsci («Odio gli indifferenti. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti») e come Papa Francesco («Nei Paesi più poveri, anche nelle periferie dei Paesi più ricchi si trovano tante persone stanche e sfinite sotto il peso insopportabile dell’abbandono e dell’indifferenza. Quando male fa ai bisognosi l’indifferenza umana, ancora peggio l’indifferenza dei cristiani»).

Polizia sul luogo dell'annegamento 

L’afghano di 26 anni è morto annegato nell’indifferenza di tutti, non solo di chi stava sulle rive e non si è gettato in mare in un difficile quanto improbabile tentativo di salvataggio. «Ho letto questa mattina il giornale. E, devo dire la verità, è una notizia sconvolgente - racconta monsignor Crepaldi -. Ho provato un sentimento di sofferenza pensando a questo ragazzo. Sfortunato due volte: per aver dovuto lasciare la sua terra e per non aver avuto quella accoglienza che cercava. Sull’accaduto ci penserà anche l’autorità giudiziaria a valutare se ha avuto quella doverosa solidarietà che tutti dobbiamo avere per un fratello, soprattutto quando un fratello è in una situazione di difficoltà». Ma, al di là dell’aspetto giudiziario, resta un senso di impotenza, la nostra indifferenza, il voltarsi ogni giorno dall’altra parte, l’incapacità forse di vedere e di sentire. «Dio mio cosa siamo diventati. Un uomo affoga nel mare più accessibile dell’Adriatico, davanti al molo più celebrato di Trieste, nel posto dove a gennaio i Greci gettano in mare e recuperano il loro crocifisso, e noi non facciamo niente? Decine di persone guardano come ebeti un uomo dibattersi e annegare, e nessuno si butta in acqua?» ha scritto ieri Paolo Rumiz puntando il dito sull’indifferenza cha ha lasciato morire Khalil.

«Ho letto l’articolo di Rumiz. È un bell’articolo. Un articolo assolutamente condivisibile ed è un articolo che puntualizza con grande sensibilità e intelligenza una questione che deve interpellarci tutti - continua il vescovo -. Mi sembra che il Piccolo abbia scritto una bella pagina che va a sollecitare e a toccare la coscienza di tutti. Una morte così tragica, avvenuta in un contesto così lacerato, lascia senza parole». Ma monsignor Crepaldi non ci sta a mettere sul conto di Trieste questa colpa. «Questa vicenda, che vede l’indifferenza di alcuni triestini, non va a colpire il cuore solidale di una città che è una città molto civile e anche piena di grandi valori. Valori umani, ma anche capacità di accoglienza - continua il vescovo -. Cose che io come vescovo posso testimoniare quotidianamente: la città di Trieste ha un cuore grande».

La Chiesa di Trieste non si vuole rassegnare all’indifferenza. «Siamo molto attenti a queste situazione di disagio - spiega monsignor Crepaldi -. Stiamo potenziando le nostre attività caritative. A breve apriremo altre due case per accogliere queste persone sfortunate che purtroppo sono destinate ad aumentare. Quello dell’altro ieri è un caso limite, ma dobbiamo prepararci a questo aumento di richieste di aiuto. Papa Francesco ha un’attenzione generosa che non sta lì a fare tanti calcoli». Già. «Quanto male fa ai bisognosi l’indifferenza umana...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori