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Imprenditori, uno sportello per la legalità

Istituito da ente camerale e Libera. Garufi: tessuto sano ma non abbassare la guardia

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Marginale, ma in crescita. È la percezione della presenza dell'attività criminale nell'economia del territorio locale secondo i risultati di un’indagine condotta su un campione di 290 imprenditori della provincia, realizzata dall'associazione Libera in collaborazione con Universitas Mercatorum e illustrata nella sede della Camera di commercio. Una sensazione che, nelle conclusioni della ricerca, viene ricondotta al momento di crisi economica e in particolare alle difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese oltre che al sovraindebitamento delle stesse.

Per la quasi totalità degli intervistati esiste una percezione di fenomeni di usura nel territorio locale: poco diffusa per il 75% del campione, abbastanza per il 22%. «In tempi di crisi le mafie fanno i loro affari approfittando delle difficoltà economiche e di liquidità degli imprenditori - ha sottolineato Rosanna Picoco di Libera, che ha coordinato l'indagine -. Più che al controllo del territorio, le organizzazioni mafiose puntano a entrare nell'economia: da qui il rischio che anche aziende sane possano finire nel mirino della mafia». Di qui l'importanza di rinsaldare il rapporto di fiducia tra imprese e istituzioni e rafforzare le reti locali a sostegno del tessuto economico e sociale.

«Dai dati possiamo dire che Trieste rimane una sorta di isola felice da questo punto di vista, ma esistono segnali di cambiamento che non vanno sottovalutati» ha affermato il presidente camerale Antonio Paoletti in sede di presentazione dell'indagine, cui ha presenziato il prefetto Francesca Adelaide Garufi. «Il tessuto produttivo locale è indubbiamente ancora sano e dunque non pervaso da infiltrazioni di stampo mafioso - ha osservato Garufi -. Ma ciò non significa che il nostro territorio sia immune da questo tipo di fenomeni: laddove girano soldi è sempre possibile che si insinuino le organizzazioni criminali. Da qui l'importanza di radicare sul territorio il concetto di cultura della legalità e portare avanti un’attività di prevenzione: va instaurato un patto sociale che coinvolga istituzioni e associazioni di volontariato per offrire aiuto costante alle imprese locali».

In questo senso è pronto a partire a Trieste il progetto “Sos Giustizia”, sportello di ascolto e assistenza alle vittime della criminalità organizzata, nato nel 2010 e già presente in molte città italiane. «È un vero presidio di legalità, dove ognuno potrà denunciare episodi di usura o estorsione ma anche evidenziare qualsiasi tipo di disagio», ha spiegato Marina Osenda per Libera. Lo sportello sarà operativo dal 1.o luglio alla Camera di commercio, ogni martedì dalle 9 alle 12 (mail sportellolegalita@ts.camcom.it).

Pierpaolo Pitich

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