«Garantiremo l’apertura degli asili»

L’assessore comunale Roberto Treu assicura che si stanno studiando varie soluzioni

«Il Comune di Trieste intende intervenire in tutti i modi e ricercando ogni possibile soluzione per garantire la normale ripresa a settembre di tutti i tradizionali servizi finora svolti nel settore educativo, a beneficio di bambini e ragazzi e delle loro famiglie». Lo ha dichiarato ieri l’assessore comunale all’Organizzazione e risorse umane Roberto Treu – anche a nome della “collega” all’Educazione Antonella Grim impossibilitata a intervenire in quest’occasione, e dell’intera Giunta – nel corso di un incontro, promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Comune su richiesta di diverse rappresentanze e associazioni di genitori dell’intera città.

Durante la riunione, svoltasi in Municipio nell’aula consiliare, l’assessore Treu ha dettagliatamente informato tutti presenti, genitori dell’impegno già sviluppato e tuttora in corso da parte dell’Amministrazione per far sì che nessuno degli ambiti educativi interessati, cioè asili nido, scuole dell’infanzia, ricreatori e Sis (servizi integrativi scolastici), abbia a subire conseguenze negative a seguito della complessa situazione determinatasi – come noto – dopo la sfavorevole sentenza della Corte Costituzionale riguardante il personale degli Enti del Comparto Unico del Friuli Venezia Giulia.

Nello specifico, «nell’intento di difendere con totale convinzione – ha detto Treu – la connotazione di servizio pubblico di quello che sappiamo per esperienza essere uno dei più preziosi ed efficienti comparti tra i servizi comunali direttamente rivolti alla cittadinanza - e che non a caso registrano un alto tasso di soddisfazione da parte dell’utenza - e quindi per salvaguardare tutte le rilevanti professionalità acquisite in questo settore e i livelli occupazionali, il Comune è immediatamente intervenuto in sede regionale, direttamente proponendo l’emendamento votato poi all’unanimità, mercoledì scorso, dal Consiglio di piazza Oberdan, sulle «disposizioni urgenti in materia di personale» e «per le strutture educative degli Enti locali del Comparto», atto a porre appunto in salvaguardia anche e soprattutto – in quanto Comune di maggiori dimensioni - la situazione del personale educativo precario del Comune di Trieste». Da rilevare che incontri analoghi, promossi dallo stesso Comune, si erano tenuti, nei giorni immediatamente precedenti.

 

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