A settembre l’apertura delle cannoniere del monte San Michele

Iniziati ieri i lavori di ripristino delle gallerie utilizzate durante la Grande guerra. Intervento da 400mila euro

SAGRADO. L’intervento di recupero delle cannoniere del Monte San Michele è ufficialmente partito. Dopo lo stallo che ha portato a un lungo rinvio, ieri mattina gli operai sono finalmente entrati nelle gallerie scavate dai soldati e messe in sicurezza una prima volta nel 1951. I lavori di consolidamento delle volte dureranno 100 giorni e a metà settembre è prevista la cerimonia di inaugurazione. L’appalto da 400mila euro è stato affidato all’impresa Cei che se lo è aggiudicato con un ribasso d’asta del 13%. I lavori prevedono anche l’eliminazione degli spuntoni pericolosi e la predisposizione delle opere per la realizzazione di un vero e proprio museo di cui le cannoniere saranno parte integrante. Il progetto completo da 2,7 milioni di euro prevede la costruzione di un “museo ipogeo multimediale” nell’area sottostante all’attuale posteggio. Sotto il piazzale c’è un declivio naturale della collina dove verrebbe costruita la nuova struttura. Il visitatore inizierà il suo percorso da qui per poi risalire direttamente nelle cannoniere passando da un tunnel a doppia altezza caratterizzato da un allestimento di luci ed ombre che dovrebbe ricordare gli spari e le esplosioni della battaglia. «Questo intervento è unico in Italia – sottolinea con orgoglio il presidente della Provincia Enrico Gherghetta, accompagnato dall’assessore al turismo e alla pianificazione del territorio Mara Cernic -. È unico perché avviene in una Zona sacra ed è stato oggetto di una convenzione tra noi e il Commissariato generale per le onoranze ai caduti in guerra. L’accordo con Onorcaduti farà da apripista per altri progetti. Abbiamo la fiducia del Commissariato, che comunque eseguirà la supervisione dell’intervento. Ci muoviamo in un quadro di piena collaborazione tra enti. Si tratta di un progetto semplice ma molto importante perché permetterà di riaprire un luogo che, a causa del pericolo di caduta massi, è rimasto chiuso per molti anni». L’intervento è inserito nel quadro del masterplan Carso 2014+ e il progetto dell’architetto Burghi prevede anche la realizzazione di un museo all’aperto dove, con un sistema di percorsi esterni, si potrà arrivare alle gallerie, alle cannoniere, alle trincee e a tutti gli elementi della storia presenti nella Zona sacra. «Per ora mettiamo a posto le cannoniere, ma si dovrà mettere a posto anche la parte esterna perché i camminamenti attuali non sono adatti alle persone con problemi di deambulazione», ricorda Gherghetta.

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