Disabili, l'Aias di Monfalcone lasciata al verde: si va verso la chiusura

Ippoterapia, una delle tante attività svolte dall'Aias

Mirella Migliavacca: «Il Comune ci ha garantito appena 300 euro. Si vede che la nostra opera non è una priorità»

La sezione di Monfalcone dell’Associazione italiana assistenza spastici (Aias) non è una priorità per l’amministrazione comunale, che nel 2013 ha stanziato appena 300 euro. Anche in conseguenza a ciò l’Aias pensa sia meglio chiudere. È l’amara conclusione cui giunge Mirella Migliavacca, da oltre trent’anni anima del sodalizio ora presieduto da Giorgio Nogherotto. Anima nel vero senso della parola perché la signora Migliavacca è stata ed è una rassicurante compagna nel tortuoso viaggio nella vita dei disabili e dei loro familiari. Non c’è rabbia né rancore nella parole di Migliavacca, ma la constatazione di una sensibilità che non c’è nei confronti dell’Aias. «Si vede che sono più importanti altre associazioni. Resta il fatto che in queste condizioni non possiamo andare avanti. Dal Comune abbiamo ottenuto solo 300 euro nel 2013, un importo su progetto. Mille euro dalla Provincia, duemila euro promessi dalla Regione ma non ancora accreditati. Ci sostiene con generosità solo la Fondazione Carigo. No, così non può stare in piedi l’associazione. Io posso andarmene in “pensione”, ma ai ragazzi e alle famiglie chi ci penserà?».

Mirella Migliavacca

L’Aias intrattiene ottimi rapporti di collaborazione con il Cisi, precisa Migliavacca.

Nata nel 1968, l’Aias di Monfalcone era fino alla fine degli anni Ottanta l’unico approdo nel mare della disperazione che colpiva le famiglie con disabile. I Comuni non erano ancora attrezzati a questo tipo di assistenza e i consorzi erano ancora lontani da venire. Del resto, solo pochi anni prima ancora si viveva il dramma di un disabile in casa come una sorta di vergogna. Tanti poveri ragazzi venivano parcheggiati in istituti se non nei manicomi.

L’Aias accese la luce su questo lato oscuro della società. Da anni si insegna ai disabili a utilizzare il computer per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro. Ma sono svariate le attività di socializzazione portate avanti, anche per dare un po’ di respiro alle famiglie altrimenti costrette a un’assistenza senza pause.

Attività di integrazione come quella in programma oggi dalle 15 nel nuovo bocciodromo di Panzano dove, grazie alla sensibilità dell’Ar Fincantieri, si terrà un pomeriggio di sport.

Sono una sessantina oggi i soci dell’Aias, associazione iscritta nel registro nazionale del volontariato. Nel 2013 l’Aias ha beneficiato di 2400 euro dal 5 per mille. «Importo che non è stato ancora possibile incassare per motivi a noi non chiari», puntualizza Migliavacca.

Se l’Aias dovesse chiudere sarebbe una vergogna per Monfalcone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi