Esibisce la carta d’identità del Tlt: Potenza sotto indagine

Il neopresidente di Trieste Libera l’ha mostrata agli ispettori dell’Agenzia delle entrate. Documento sotto sequestro su disposizione del pm Frezza. Oggi in piazza della Borsa il sit-in anti-Giurastante

Non solo la battaglia interna. Ora arrivano anche i guai con la giustizia per il neo-presidente del Movimento Trieste Libera, Vito Potenza. Colpa di una carta d’identità, non quella italiana, bensì quella del Tlt. Del Territorio libero di Trieste. Documento che il massimo dirigente degli indipendentisti ha esibito agli ispettori dell’Agenzia delle entrate durante un controllo nella sede della srl Missy. Ora, proprio quella carta d’identità è finita sotto sequestro e Potenza è indagato dalla Procura, segnatamente dal sostituto procuratore Federico Frezza, per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Per la falsificazione di documento valido per l’espatrio. Non è il primo caso: esistono già dei precedenti di aderenti al Mtl iscritti sul registro degli indagati per identico motivo.

Quanto a Potenza, tutto è iniziato quando alcuni incaricati dell’Agenzia delle entrate si sono recati nella sede della società Missy per un controllo sulle scritture contabili. La risposta, in sintesi: «Siamo del Tlt, non siamo tenuti a mostrare niente». A dar man forte a chi è referente della srl è giunto, quale vicepresidente dell’associazione Trieste Libera Impresa, Vito Potenza. Che si è qualificato presentando proprio la carta d’identità del Tlt. Gli esiti del controllo sono finiti sul tavolo della Procura. Da un lato, è stata così disposta - con contestuale apertura di un fascicolo - dal pm Matteo Tripani la perquisizione della Guardia di finanza della sede della Missy in modo da recuperare le scritture contabili, cosa poi avvenuta. Dall’altro, aprendo a sua volta un diverso procedimento, il pm Frezza ha formalmente invitato Potenza a consegnare il documento falsificato ai fini del successivo sequestro. E l’oggi presidente (ma non per Giurastante e i suoi fedelissimi) del Mtl si è recato personalmente a portarlo agli agenti della Digos, che l’hanno infine recapitato a Foro Ulpiano.

«È vero, nel momento in cui si sono presentati ben due ispettori tributari e un funzionario dell’Agenzia delle entrate nella sede di questa società nostra associata, siamo intervenuti». Potenza non si limita a confermare ma pure ribatte, combattivo: «Abbiamo spiegato che, in base alla legge italiana di ratifica del ’52 del Trattato di pace, i cittadini del Territoriio libero di Trieste non sono tenuti a contribuire fiscalmente ai debiti dello Stato italiano. Abbiamo sottoscritto un documento di autotutela che gli ispettori hanno allegato agli atti ma che si sono rifiutati di firmare, violando così i diritti dei cittadini del Territorio libero di Trieste in base alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo là dove si parla degli stati sotto amministrazione fiduciaria. Ho poi esibito la carta d’identità del Tlt ai sensi della legge 238 del 1953, sul diniego di ratifica del decreto legislativo 25 settembre ’47 concernente il riacquisto della cittadinanza italiana da parte degli italiani che divengono cittadini del Territorio libero di Trieste. Hanno fotocopiato il documento e l’hanno allegato, pure quello, agli atti. Quindi ho ricevuto il precetto del magistrato, pena la perquisizione della casa, nel quale dichiarava che il Tlt è inesistente».

Persa la carta d’identità indipendentista (in quanto requisita fino a fine indagini) Potenza però non s’è perso pure d’animo. Già, perché le grane se le deve curare, e tentare di risolvere, anche in casa, o meglio in quella che - fino a qualche mese fa - era la casa comune dei proseliti del Tlt e che ora invece è il bunker di Roberto Giurastante, l’altro presidente dell’altro, ormai, Mtl. Oggi alle 17.30 sarà lui a cavalcare il sit-in anti-Giurastante e anti-Parovel in piazza della Borsa, ai piedi del quartier generale del movimento che lo stesso Giurastante non molla. «Sarà un presidio pacifico - mette le mani avanti Potenza - nel corso del quale diremo la nostra e inviteremo l’ex presidente a partecipare, dato che ci si accusa di scarsa democrazia e scarsa legalità. Vedremo da che parte stanno davvero democrazia e legalità. Vogliamo un passaggio della sede il più civile possibile». Ah, sì: «Seguirà rinfresco, tanto per dimostrare quanto pericolosi siamo...».

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