Trieste: differenziata, via alla raccolta dell’umido

Obiettivo: 40% entro il 2015. L’ultima fase del piano parte il 16 giugno con i primi contenitori. Nelle case 130mila dépliant con le istruzioni

La chiamano «ultima fase»: è, nella forma, l’atto finale delle diversificazioni possibili delle immondizie. È, nella sostanza, l’ultima spiaggia, per fare di Trieste un posto “normale” in fatto di differenziata, oggi al 30%, contro percentuali vicine al 60% nelle città-modello dell’Emilia Romagna in orbita Hera. A sentir parlare di “umido”, adesso che arriva la calura, ci si potrebbe mettere paura. Mica è il caso. L’umido in questione - per il quale sta per scattare l’inserimento “a rate” di appositi contenitori nelle isole ecologiche già munite di cassonetti per carta, plastica e vetro - è il rifiuto domestico che incide, sul totale delle “scovazze” di città, per un buon 30%. In gergo tecnico si chiama Forsu, “Frazione organica del rifiuto solido urbano”: banalizzando, gli scarti di cucina e i rifiuti di origine vegetale e animale. Ecco: il Forsu, forse, darà una mano decisiva a Comune e AcegasAps per cambiare le carte in tavola alla differenziata. Al 31 dicembre passato eravamo al 29,7%, a fine 2014 l’obiettivo è arrivare al 31,6%, per poi tirare dritti l’anno dopo verso, o anche oltre, la “soglia psicologica” del 40%. Per farcela bisogna avere dalla parte del “cambiamento” - ed è questo il target ritenuto plausibile - grosso modo la metà dei cittadini.

L’operazione “umido” è partita ufficialmente ieri, quando l’assessore all’Ambiente Umberto Laureni - con il direttore generale e il capo della divisione Ambiente della multiutility, Roberto Gasparetto e Paolo Dal Maso - ha “chiamato” una conferenza stampa in Municipio per illustrarne contenuti e tempi. Ne è uscito - bando ai fraintendimenti - un piano di guerra. Non è un mistero che il decollo della cultura della differenziata non solo è una crociata di Laureni, ma altrove è già vanto dichiarato del colosso Hera. Qui a Trieste ci vuole un cambio di passo, di mentalità. Serve insomma che un triestino “impari” a uscire al mattino di casa con un sacchetto di differenziata per volta (un giorno il vetro, l’altro l’umido...) così come gli viene automatico lavarsi i denti. Pertanto, alla stregua di quanto era avvenuto per la differenziata ingombrante a punti, la prima cosa è informare. Da oggi, venerdì 6 giugno, inizieranno a essere recapitate circa 130mila “buste” in cui i cittadini troveranno le varie istruzioni per l’uso (esempio, per raccogliere bucce di banana e fondi di caffè si possono utilizzare i sacchetti dei supermercati, tutti biodegradabili per legge). Già perché l’inizio della “fase Forsu” è questione di giorni. Non dappertutto, ma a scacchiera. Saranno posati alla fine 3.200 contenitori da 240 litri color antracite con il coperchio marrone: 2.700 quest’anno e gli ultimi 500 il prossimo, in centro città, là dove la sistemazione e l’adeguamento (e al caso lo spostamento) delle isole ecologiche complete di “bottino” per l’umido risulta più complessa. Esiste una road map precisissima, da far impressione: racconta che, per lo meno gli abitanti di Borgo San Sergio e Poggi Paese, avranno a disposizione i nuovi contenitori già da lunedì 16 giugno. Poi, a tappe appunto, sarà la volta degli altri quartieri (eccezion fatta per una parte del centro storico, a regime dal 2015). Contestualmente, spariranno un po’ ovunque, tra luglio e inizio 2014, 800 cassonetti “isolati” da 240 a 1.100 litri per l’indifferenziata: saranno sostituiti per pari volumi da una serie di cassonetti più grandi, da 3.200 litri, ricompresi nelle isole ecologiche per incentivare e stimolare la differenziata. Della serie: a qualcuno potrà capitare di dover fare venti metri in più (o anche di meno) prima di mollare il suo sacchetto di “scovazze”. È il prezzo della civiltà.

@PierRaub

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