Trieste: il prof in classe in gonna e tacchi a spillo

Sorpresa tra gli studenti del liceo Oberdan per l’arrivo del supplente: è uomo travestito da donna. La dirigente scolastica: "Mi stupiscono le reazioni di alcuni genitori per la superficialità del giudizio"

Gli studenti restano a bocca aperta quando il nuovo supplente di matematica e fisica entra in classe. Hanno detto loro che è un professore che si chiama Michele Romeo ma quello che vedono è altro. In cattedra sale una persona che indossa una giacca, una gonna, calze nylon e scarpe con il tacco. Sugli occhi un velo di rimmel, la pelle incipriata, il fard. Gli alunni del liceo Oberdan pensano allora ci sia stato un cambiamento dell’ultimo momento. Ma non è così. Quello è proprio il professor Michele Romeo che usa abitualmente travestirsi da donna, anche in classe. L’insegnante ha un curriculum di tutto rispetto, un matrimonio celebrato nel gennaio del 2013, Romeo da anni non nasconde la sua ambiguità sessuale. Anche nella sua scheda di presentazione, come pure sulla sua pagina Facebook, scrive di essere transessuale.

Nato a Grottaglie nel 1976, l'insegnate veste abitualmente con abiti femminili, porta le unghie lunghe e laccate, indossa gioielli e monili da donna e si trucca. Laureatosi in Fisica a Lecce, ha maturato esperienze anche all'estero. Per due anni a Monaco di Baviera ha lavorato come ricercatore associato al Politecnico per poi trasferirsi a Trieste per collaborare con Dipartimenti di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell'Università. Chi lo conosce lo descrive come una persona estremamente sensibile, corretta, amante degli animali, della musica. E fa con passione il suo lavoro. Alla sua presentazione i giovani studenti del liceo Oberdan hanno strabuzzato gli occhi. «Quando si è presentato sono rimasto di stucco - ammette Luca, uno studente dello scientifico - a noi alunni chiedono di indossare abiti consoni e anche per gli insegnati dovrebbe valere la stessa regola». «Ci siamo messi a ridere, ovvio, - afferma un'altra giovane del liceo - qualcuno l'ha anche fotografato, incredulo, e per far poi vedere ai genitori. So che qualcuno vuole scrivere al Provveditorato». Tra i genitori da lunedì è iniziato un tam tam telefonico. Chi vuole alzare la voce nei confronti del dirigente scolastico, chi ritiene sia giusto rispettare la libertà sessuale dell' insegnante e chi, visto che l'anno scolastico sta terminando, spera che la sostituzione della professoressa di ruolo duri solo ancora per pochi giorni. Pochi si sono preoccupati delle sue capacità come insegnante.

In difesa di Romeo si schiera la dirigente dell'Oberdan, Maria Cristina Rocco: «Le reazioni di alcuni genitori mi stupiscono, è allucinate che un insegnante venga giudicato dagli abiti che indossa, - afferma - la legge tutela i diritti di tutti e siamo noi a dover imparare che la normalità non è rappresentata dalla cosa più frequentate che siamo abituati a vedere». «Prima che il professor Romeo iniziasse le supplenze - precisa - ho parlato con lui perché capivo che la situazione poteva essere delicata. Ho scoperto una persona estremamente professionale, preparata, educata - aggiunge la preside - che ha mantenuto un' anagrafica maschile, porta abiti da donna garantendo comunque il rispetto per il decoro». Ad alcuni genitori, però, la cosa non va giù. «Rispetto il diritto del professor Romeo di vestirsi come vuole in ambito privato, - dichiara il padre di una studentessa della seconda classe - ma in ambito scolastico lo trovo inopportuno». Le critiche e le perplessità sul suo conto, a Michele Romeo scivolano via. «Sono abituato, io sono coerente con me stesso, non nascondo da anni di essere androgino, - dichiara - vado al lavoro, ma fare la spesa e ovunque vestito come mi sento di vestire. Sono me stesso e sulla mia professionalità nessuno può dire nulla».

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