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«Nel Mtl clima del terrore Ho buttato tre anni di vita»

Ferluga, l’ex presidente espulso: mi sento uno scemo, non ci capisco più niente La mia colpa? Ho sottovalutato Parovel che prendeva il potere nel movimento

2 minuti di lettura

«Non capisco più niente. Mi sento come un “mona”. Uno che ha buttato via tre anni della sua vita». Stefano Ferluga, socio fondatore ed ex presidente del Mtl (membro del direttivo e vicepresidente prima dell’espulsione di sabato scorso) non si capacita di quello che sta succedendo alla sua creatura politica (3 mila iscritti all’attivo e la prima grande manifestazione di massa che Trieste ricordi negli ultimi 10 anni, circa 5mila persone in piazza il 15 settembre). La “voce” di Trieste Paolo G. Parovel lo addita come il capo della pattuglia golpista. Il presidente Roberto Giurastante addebita alla sua gestione ammanchi per oltre 60mila euro. «Deliri che non fanno piacere né a me né alla mia famiglia».

Ma cosa succede?

Come soci fondatori non potevamo più stare a guardare. Così ci siamo messi d’accordo per sfiduciare il presidente. La linea politica non è quella per cui è nato il movimento.

In che senso?

Ormai il Mtl è diventato monotematico. Incentrato tutto su un’unica personalità. Da gennaio in poi vige un clima di terrore. Da dittatura.

Ma come mai si è arrivati a questo punto?

Non tutti, purtroppo, hanno il tempo che ha Giurastante da dedicare alla causa. Tutti lavoriamo e abbiamo famiglia. È un po’ difficile stare 12 ore chiuso in ufficio come lui e i suoi amici...

A chi si riferisce?

Paolo Parovel, per esempio, che è entrato in modo infimo nel movimento. Inizialmente si presentava come giornalista interessato al fenomeno Mtl. Poi ha preso il potere facendo leva sulla sua amicizia con Giurastante. Si è fatto pure la tessera da socio. Non ero d’accordo...

Perché?

Se uno è un giornalista, dovrebbe restare super partes.

Parovel l’ha definita un “dilettante esoterista”...

Mi vien da ridere. Non so cosa sia questa roba...

Giurastante parla di loggia massonica...

I due usano sempre parole pesanti: da loggia massonica a ’ndrangheta, da mafia a esoterismo. Vedono fantasmi dappertutto. Troppo per gente normale e semplice come noi.

Ma esistono questi ammanchi da oltre 60mila euro?

Ognuno di noi si è rovinato il portafoglio in questa storia. L’ammanco si riferisce all’incasso esorbitante che qualcuno aveva previsto per la sagra di Borgo Grotta Gigante. Sono conti fuori controllo.

Si danno i numeri?

Inizialmente si partiva da 200mila euro addirittura. Poi si è scesi a 40mila. L’altra settimana a 50mila e ora a 60mila.

Nessun ammanco...

I conti tornano al centesimo.

Nessuno ha fatto la cresta sulla sagra?

Figurarsi. È stata fatta dai nostri volontari.

E vero che le hanno tolto la firma dai conti?

È vero. A mia insaputa.

E il «”servizio di sicurezza” divenuto una specie di guardia pretoriana manesca che obbediva a lei e intimidiva i volontari in sede”» di cui parla Parovel?

Parlano anche di servizi deviati. Era un servizio d’ordine normale che ci era stato suggerito dalla Questura dopo la manifestazione contro il rigassificatore. La nostra idea è sempre stata quella di partecipare con le famiglie ai cortei.

Cosa succederà ora?

Abbiamo convocato l’assemblea straordinaria, a norma di statuto, per il 31 maggio. Credo si possa ripartire da capo. Sarebbe auspicabile un passo indietro di Giurastante.

E anche di Parovel?

Non c’è un futuro con Parovel. Almeno per quanto mi riguarda.

«Con i suoi Ferluga controllava due organizzazioni parallele: un’onlus e una di imprenditori» denuncia Parovel.

Mi spiace. Non ho questa capacità. Sono un essere umano che lavora otto ore al giorno.

Non ha tempo per i complotti e i golpe?

Farneticazioni.

Cosa si rimprovera?

La mia colpa è aver sottovalutato la figura di Parovel dentro il movimento. Che vuole che le dica: “son un mona”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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