Terza corsia, la giunta blinda il prestito

Disposto l’utilizzo di 120 milioni su 150: passaggio obbligato per ottenere la proroga da parte di Cassa depositi e prestiti

TRIESTE. La giunta Serracchiani, su proposta di Francesco Peroni, dispone l’utilizzo di 120 milioni della garanzia «fino a 150 milioni» per la terza corsia infilata nell’assestamento estivo 2012 dalla maggioranza Tondo. Passaggio obbligato per ottenere la proroga del prestito ponte da 150 milioni di Cassa depositi e prestiti.

La norma Due anni fa la giunta di centrodestra prevedeva al comma 19 dell’articolo 13 delle variazioni di bilancio l’autorizzazione alla Regione «a prestare ogni forma di garanzia, nel limite massimo di 150 milioni, a favore delle società di Friulia holding, al fine del reperimento delle risorse» per la terza corsia. Precauzione nel caso di crollo dei ricavi da pedaggio.

La lettera Vista le necessità di prorogare il contratto con Cdp, scaduto proprio ieri, ecco che la giunta in carica dà il via libera alla lettera di patronage “forte”, vale a dire una dichiarazione-garanzia rilasciata da un soggetto pubblico a un istituto di credito, in questo caso Cdp, in sostituzione di una fideiussione vera e propria al fine di ottenere, rinnovare o mantenere un finanziamento a una partecipata.

La garanzia In questa lettera, in sostanza, la Regione rilascia una garanzia a Cdp che è il lasciapassare per la proroga del prestito ponte. L’ammontare di tale garanzia è di 120 milioni, vale a dire l’80% del finanziamento, anche nell’intento, si legge in una nota della giunta, «di rendere compatibile sotto il profilo degli "aiuti di stato" l'intervento dell'amministrazione Fvg».

Il piano di Friulia Nella stessa seduta pre-pasquale la giunta, oltre a chiedere dettagliate informazioni sull’aumento di capitale consentito dai 17 milioni stanziati in Finanziaria dalla Regione (che detiene il 77,8% del pacchetto azionario) a favore della holding, prende atto del Programma di investimenti di Friulia. La finanziaria regionale prevede investimenti misti in capitale e finanziamento da 500mila euro fino a 4 milioni, ma anche la compartecipazione all’investimento da parte dei soci industriali, l’agevolazione delle aggregazioni e l’integrazione con il sistema bancario, in particolare con Mediocredito Fvg.

I paletti Non manca la “regionalizzazione” degli interventi. Le imprese su cui puntare dovranno dimostrare un’attività prevalentemente locale, da almeno cinque anni, e non potranno essere troppo piccole: il valore della produzione dovrà infatti superare i 10 milioni. Paletti sui quali si scaglia l’ex capogruppo del Pd Gianfranco Moretton: «La Regione abbandona le Pmi».

Nuovo Dg Ieri il cda di Friulia, «alla luce dell’attuale situazione socio-economica», ha deliberato la rivisitazione del piano industriale 2012-15 targato Edi Snaidero e ha dato mandato alla società di selezione Dotto Research di Verona di individuare i candidati per la posizione di direttore generale della società.

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