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Ferriera, on line i nomi degli operai che si sono ammalati di tumore

Iniziativa di “El Kanal” sul web: pubblicata la relazione che l’Ass ha trasmesso alla Procura Il sito, attivo dallo scorso gennaio, risulta registrato nella cittadina statunitense di Kirkland

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Nomi e cognomi di dipendenti della Ferriera di Servola ammalati di tumore pubblicati sul Web in spregio alla legge sulla tutela della privacy.

Molti di loro sono morti, non tutti: questi ultimi - anch’essi citati - ricadono quindi sotto le normative che impongono un rigoroso anonimato quando si tratti pubblicamente di argomenti delicati, tra i quali appunto le condizioni di salute.

È l’operazione compiuta dal sito d’informazione Elkanal.net, che ha inserito in rete, paro paro, il documento datato novembre 2013 che ha per oggetto “Patologie tumorali tra i lavoratori dello stabilimento siderurgico Ferriera di Servola” e che l’Azienda per i servizi sanitari n.1 triestina ha inviato alla Procura della Repubblica che, come è noto da mesi, ha aperto un’inchiesta che riguarda il decesso di 83 lavoratori.

Elkanal.net è un sito curiosamente registrato nella cittadina statunitense di Kirkland, nello stato di Washington, che a partire dal gennaio 2014 ha iniziato a pubblicare inchieste e articoli riguardanti Trieste, il suo territorio, nonché i Paesi confinanti. Parte della redazione di Elkanal, come si legge sul sito, proviene da esperienze di collaborazione con “Il Tuono” e “La Voce di Trieste”. Il sito si propone di portare avanti un giornalismo d’inchiesta e, nel post di presentazione dell’attività, premette di operare «nella più totale indipendenza da partiti, movimenti e organizzazioni politiche».

Il materiale pubblicato dal sito riguarda le campagne di monitoraggio effettuate tra i dipendenti della Ferriera negli anni 2007, 2010, 2011 e 2012. Le conclusioni presentate dall’Azienda sanitaria si articolano in 108 pagine di schede e analisi particolareggiate dei risultati. Inclusi i nomi degli operai ammalati e morti e le patologie tumorali da essi presentate, di cui sul sito si può leggere.

«I dati emersi - scrive Elkanal - evidenziano “la costante esposizione ad Ipa dei lavoratori ed un conseguente assorbimento nonostante le misure di prevenzione adottate dall’azienda”. L’azienda, che allo stato attuale perde 1,5 milioni di euro al mese, non fa abbastanza per tutelare i suoi operai, messi giorno dopo giorno davanti al ricatto del posto di lavoro: un aut aut, quello tra salute e lavoro, che fa accettare loro - si legge ancora- anche le condizioni meno sicure e più degradanti».

La relazione riporta anche gli organigrammi della dirigenza dello stabilimento nel corso degli anni. Fra gli operai che lavorano all’interno dello stabilimento, evidenzia il sito “El Kanal”, è stata registrata una «significativa maggior incidenza di neoplasie del polmone e della vescica».

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