Duino ricorda con una targa il fisico suicida Boltzmann

DUINO AURISINA. La giornata è di quelle destinate a rimanere impresse nelle pagine della Storia. Una giornata senza pioggia, sul calar dell'estate, che ancora si presta a una passeggiata in riva al...

DUINO AURISINA. La giornata è di quelle destinate a rimanere impresse nelle pagine della Storia. Una giornata senza pioggia, sul calar dell'estate, che ancora si presta a una passeggiata in riva al mare. È il 5 settembre 1906. E dopo aver salutato la moglie Henriette e la figlia Elsa, dirette alla spiaggia di Duino, Ludwig Eduard Boltzmann, uno dei più grandi fisici teorici di tutti i tempi, impugna il cordone di una tenda e si toglie la vita a 62 anni, impiccandosi alla finestra della stanza in cui alloggiava. Afflitto da incombente cecità e altri acciacchi, attaccato nello spirito dalla depressione per la scomparsa del primogenito e scalfito nell'orgoglio dagli attacchi di molti colleghi scienziati, lo studioso austriaco era giunto qualche tempo prima nella località carsica per un periodo di vacanza. Parecchi anni più tardi si seppe, grazie a una ricerca negli archivi duinesi svolta da Martin Brecelj, che teatro del suicidio era stato l'ex Hotel Ples, un edificio a brevissima distanza dall'ingresso del Castello, proprio davanti alla stazione dei carabinieri, oggi concesso in uso al Collegio.

Ebbene, proprio le istituzioni del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico, assieme al Comune e d'intesa col Consorzio per la Fisica di Trieste, il prossimo 20 febbraio - ricorrenza del 170esimo anniversario della nascita di Boltzmann, avvenuta a Vienna appunto il 20 febbraio del 1844 - renderanno omaggio alla memoria del grande fisico, pioniere della meccanica statistica e dell'ipotesi atomica della materia, con l'apposizione di una targa all'esterno dell'edificio Ples (civico 76 di Duino). La cerimonia inizierà alle 11 con lo scoprimento della lastra commemorativa e proseguirà all'Auditorium, con l'illustrazione, alla presenza di autorità, scienziati e studenti, della figura di Boltzmann e del suo fondamentale contributo al progresso della scienza. Suoi il secondo principio della termodinamica e l'equazione fondamentale della teoria cinetica dei gas, trascritta come epitaffio sulla lapide funeraria, nel cimitero di Vienna. Interverranno alla cerimonia anche la nipote del fisico, Ilse Marie Fasol Boltzmann, e autorevoli rappresentanti delle istituzioni scientifiche triestine, oltre al presidente Gianfranco Facco Bonetti e al rettore Michael Price. Boltzmann fu un personaggio dalle idee innovative, amante del pianoforte e delle farfalle, dalla passione per la matematizzazione più estrema, che gli valse il soprannome di "terrorista algebrico". Oggi indubbiamente resta uno dei fisici più legati all'attualità: le applicazioni dell'equazione che reca il suo nome sono molteplici, dagli impieghi in termodinamica all'astrofisica, dallo studio dei corpi gassosi a quelli umani, passando per l'analisi dell'inquinamento e la progettazione dei reattori nucleari, fino alle camere di combustione e ai semiconduttori.

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