Palazzo della Borsa Vecchia: ricorsi al Tar per il restauro

Contestato l’esito della gara d’appalto per il maquillage da 4 milioni alla Camera di commercio: nel progetto negozi e lussuosi appartamenti

Stavolta, alla faccia delle contese portuali che Trieste conosce bene dato che ci convive, a sentire che si sta per mettere mano a un pezzo di città che nel proprio nome reca l’aggettivo “vecchio”, c’è da scommettere che nessuno avrà da ridire. A sindacare, in questo caso, e a colpi di ricorsi al Tribunale amministrativo regionale presentati a fine gennaio contro la Camera di commercio subito dopo l’aggiudicazione dell’appalto (si legga a tal proposito l’articolo a lato, ndr), sono semmai le imprese di costruzione, che puntano a vedersi riconoscere la titolarità di un lavoro che, per il solo primo lotto, vale qualcosa come quattro milioni di euro.

Siamo nel palazzone della Borsa Vecchia, sede anche del Museo commerciale, di proprietà dell’ente camerale, compreso nel grande isolato tra le vie del Canal Piccolo e San Nicolò, grande al punto che l’ingresso dell’immobile è formalmente al civico 7 della stessa via San Nicolò. Palazzone che, per capirci, è il cosiddetto “ex Dreher”, a un palmo dal quartier generale della Camera di commercio. Ebbene, la Borsa Vecchia è alla vigilia di un’imponente tappa di «risanamento conservativo» che prevede di convertire a nuove attività commerciali il piano terra, là degli storici uffici del Registro delle imprese per le visure camerali, e due piani alti a destinazione residenziale. Abitazioni. Un investimento della Camera di commercio, insomma, per mettere a futura redditività un proprio patrimonio.

Il cronoprogramma dell’intervento così come stilato da Elena Clio Pavan - l’ingegnere che si occupa per conto dell’Azienda ospedaliera del mega-appalto di Cattinara e che per la riqualificazione dell’immobile di via San Nicolò 7 è il Rup, il Responsabile unico del procedimento - dice che «i lavori dovrebbero essere avviati nell’autunno del 2014 e portati a compimento, salvo imprevisti, a cavallo tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016», come si legge in una nota col timbro della Camera di commercio e la firma della stessa Pavan. Due anni da oggi, stringi stringi, con diversi mesi di “preparazione” al netto delle attuali cause davanti al Tar.

«L’inizio dei lavori - precisa la nota dell’ingegner Pavan - dovrà infatti essere subordinato all’approvazione da parte di tutte le amministrazioni competenti, tra cui spicca la Soprintendenza, con un procedimento di notevole complessità sia tecnica che giuridica. Si tratta di un investimento molto rilevante anche sotto il profilo economico, in quanto la Camera di Commercio intende riqualificare l’edificio utilizzando le migliori tecniche costruttive, al fine di poterne utilizzare gli spazi secondo i più moderni criteri abitativi e con una ottimale collocazione economica».

Siamo - così la nota - al «primo lotto di un intervento che ora riguarda le opere relative alle facciate, alla copertura e alle parti comuni dell’intero stabile, nonché il completo rinnovo della parte impiantistica di climatizzazione sia invernale che estiva, unitamente alla ristrutturazione dei piani terra, ammezzato, quinto e sesto».

@PierRaub

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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