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Scuola Ferretti di Gorizia, 90mila euro per le scale di sicurezza

Il Comune riesce ad ottenere i fondi attraverso il Decreto del fare che ha messo a disposizione 150 milioni di euro a livello nazionale. Sartori: «Gli stanziamenti erano limitati. Bocciate altre due richieste»

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Era come vincere al totocalcio, vista l’esiguità dei fondi a disposizione. Ma il Comune di Gorizia ce l’ha fatta e così oggi possiamo dare una buona notizia riguardo all’edilizia scolastica, sempre al centro dell’attenzione da parte di studenti, docenti, genitori e dell’associazione Essere cittadini.

Ricordate la domanda presentata a settembre dagli uffici comunali in merito al Decreto del Fare? Il Ministero ha assegnato alle Regioni i primi 150 milioni per la ristrutturazione urgente dei plessi scolastici. La nostra amministrazione regionale beneficerà di uno stanziamento di soli 2 milioni di euro: briciole se confrontate con i fondi ottenuti da altre regioni, il Piemonte nove milioni, il Lazio quattordici e via discorrendo.

«Tuttavia - annuncia il vicesindaco e assessore comunale all’Istruzione, Roberto Sartori -, il Comune è riuscito ad ottenere il contributo di 90.000 euro per le scale di sicurezza della scuola Ferretti di via Zara. Non posso che esprimere la mia soddisfazione per queste risorse che si aggiungono a quelle già stanziate per la scuola di via Zara. Nel settembre scorso avevamo presentato la richiesta anche per i plessi scolastici di via Svevo e via Bella Veduta di Piuma, ma visto lo stanziamento limitato per la nostra Regione è stato approvato solo un progetto. Voglio ringraziare gli uffici che hanno lavorato tutto il mese di agosto per presentare la richiesta alla scadenza prevista del 15 settembre. Questa è un ulteriore dimostrazione dell’attenzione dell’amministrazione nei confronti del patrimoni scolastico, sappiamo che c’è tanto da fare ma un altro passo in avanti è stato fatto».

Ricordiamo che il Decreto del Fare è entrato in vigore il 21 agosto, e prevede un piano di sicurezza di 300 milioni (fondi Inail) da suddividere in tre anni per la messa in sicurezza e per gli interventi di riqualificazione delle strutture scolastiche dello Stato. Il decreto mette in chiaro che le risorse per tale piano devono essere suddivise tra Regioni e che le Regioni stesse devono assegnare agli enti proprietari degli immobili adibiti all’uso scolastico in base al numero degli edifici scolastici agli alunni presenti in ciascuna regione e alla situazione del patrimonio edilizio scolastico.

«Le amministratori regionali - conclude Sartori - hanno avuto tempo fino allo scorso ottobre, per presentare al Miur una graduatoria di interventi cantierabili a seconda del grado di priorità. Quelli finanziati rappresentano sola la punta dell’iceberg del panorama dell’edilizia scolastica italiana, sono infatti 3.302 le richieste presentate dagli enti locali alle Regioni di cui 2.515 ammissibili a finanziamento. I 692 interventi che prenderanno il via grazie ai 150 milioni di euro rappresentano il 27% di quelli effettivamente ammissibili, il testimone passa ora agli enti locali beneficiari del finanziamento che, entro il 28 febbraio 2014, dovranno provvedere alle gare per l’affidamento dei lavori».

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