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«Menzogne per demolire Stamina»

Andolina replica alle accuse e annuncia azioni legali. Vannoni trasferisce i test cellulari all’estero

2 minuti di lettura
(ansa)

ROMA. «Non ho più dubbi che esista un progetto di demolizione della metodica Stamina, attraverso attacchi alle persone più che alla metodica ed i suoi risultati». Marino Andolina, vice presidente di Stamina Foundation, passa al contrattacco. Lo fa annunciando azioni legali nei confronti dei giornalisti che da giorni, su quotidiani e tv, stanno passando al setaccio il modus operandi della fondazione creata da Davide Vannoni, e invocando al più presto un intervento da parte della Commissione di Vigilanza della Rai. «Oggi sembra che il dibattito sui mezzi d'informazione svicoli dal problema più importante: le cellule della metodica fanno male, ci sono pazienti che stanno meglio? L'innocuità della metodica - afferma Andolina - è testimoniata dall'assenza di effetti collaterali dopo più di duecento infusioni. L'efficacia del trattamento è testimoniato da molte famiglie, dai loro medici curanti, da esami obiettivi effettuati in diversi ospedali italiani, dai certificati dei massimi esperti internazionali in alcune malattie rare. Chi nega questi dati sta mentendo».

Andolina contesta anche gli articoli di stampa dedicati ai genitori di Nicole, la bambina costretta su una sedia a rotelle per la quale i genitori avrebbero versato 50 mila euro, negando nel modo più assoluto che la madre stata “invitata” a prostituirsi: «Una simile menzogna - continua il medico triestino - merita una querela, forse non contro i genitori che pur mendaci hanno una bambina gravemente ammalata, ma nei confronti di chi ha sfruttato queste parole per infangare la mia figura. A chi non mi conosce, ricordo che non mi faccio pagare alcuna visita o prescrizione da almeno trent'anni».

Intanto, però, si moltiplicano le prese di distanza dalla fondazione Stamina. Ieri le autorità sanitarie di San Marino hanno smentito categoricamente di aver autorizzato Vannoni ad operare nel loro territorio con una società denominata Rewind, e di aver subito segnalato la richiesta ai funzionari ministeriali italiani per chiarire l’argomento. Un chiarimento chiesto a gran voce anche dalla politica. Proprio oggi l'ufficio di Presidenza della commissione Sanità del Senato discuterà il calendario delle audizioni da tenere nell'ambito dell'indagine conoscitiva su Stamina, mentre cresce il pressing dei partiti d’opposizione sull’amministrazione regionale della Lombardia per chiarire i legami tra Vannoni e gli Spedali di Brescia. La stessa azienda ieri ha «escluso, allo stato delle attuali conoscenze, che possa essersi verificato l'ingresso in ospedale di pazienti al di fuori delle vigenti procedure di accettazione e dimissione». Una versione non del tutto condivisa, però, dall’Ordine dei medici della città lombarda, che già tre mesi fa in una lettera aveva espresso forti dubbi sulla serietà della sperimentazione.

Dal canto suo Vannoni tira dritto e annuncia l’intenzione di proseguire all’estero, se la diffida dell'Agenzia del farmaco agli Spedali di Brescia non verrà ritirata, i test sui campioni cellulari. «Non si potrà fare la caratterizzazione a Miami - ha confermato il diabetologo Camillo Ricordi -, ma la ricerca e il processo di verifica vanno avanti».

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