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Scatta l’ora X a Capriva e Mossa: niente più treni

Abolite le fermate, sostituite da corse con le corriere verso Cormons e Gorizia. Il sindaco Feresin: «Imposti ai pendolari disagi di non poco conto»

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MOSSA. «Auspico che si traduca in provvedimenti concreti l’impegno da parte dell’assessore regionale Mariagrazia Santoro di riproporre le fermate alle stazioni ferroviarie di Mossa e di Capriva in sede di gara per l’affidamento del servizio decennale. Questo, per le nostre comunità, è un disagio di non poco conto», parole di Elisabetta Feresin, sindaco di Mossa.

Questa mattina, infatti, scatta l’ora X con i treni che non si fermeranno più nelle stazioni di Mossa e Capriva. I pendolari dovranno avvalersi (gratuitamente, è stato detto) delle corse sostitutive con gli autobus: raggiungeranno le stazioni più vicine (Gorizia o Cormòns) per salire in treno e dirigersi a Trieste o a Udine. «Una complicazione che continua ad essere incomprensibile ai più - tuona Ugo Prevciti, responsabile provinciale dell’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc) -. Mi piacerebbe si facessero sentire anche le associazioni ambientaliste visto che si continua a privilegiare il traffico su gomma rispetto a quello su rotaia. E lo smog, chi lo mette in conto? Sarà nostra cura chiedere un incontro alla Regione perché vogliamo vederci chiaro. È un non sense vedere il treno che passa e non poterci salire. E poi mi sembra spropositato dire che far fermare un treno costa 1.200 euro».

La Regione? Resta ferma al comunicato diramato dopo l’assemblea pubblica che ha visto, per la verità, i pendolari mossesi e caprivesi in un tono sin troppo dimesso. «Un monitoraggio puntuale dei servizi sostitutivi che consenta di rilevare eventuali inefficienze e di intervenire per migliorare il servizio integrato su ruota che dal 15 dicembre sostituirà le fermate dei treni soppresse a Mossa e Capriva del Friuli». È quanto la Regione, per voce dell’Assessore alla mobilità Mariagrazia Santoro si è impegnata a garantire ai cittadini e ai Comuni delle due località goriziane incontrati oggi a Mossa per discutere l’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato di Trenitalia che ha comportato anche la sospensione temporanea del servizio ferroviario in alcune stazioni a bassa frequenza di passeggeri. «Quell’incontro è stato importante non solo per dimostrare che la Regione è presente e intende risolvere le situazioni concrete che dal 15 dicembre deriveranno dall’applicazione del piano dei trasporti approvato lo scorso 15 aprile – ha affermato l’assessore Santoro – ma anche perché si apra un canale di informazione diretta tra Regione, i sindaci dei comuni interessati e i cittadini per la rilevazione della qualità del servizio. Un canale che si aggiunge in questo caso a quello già aperto dalla regione sul proprio sito internet per consentire il monitoraggio su tutto il territorio regionale». L’imminente scadenza del contratto di gestione del servizio ferroviario regionale con Trenitalia consentirà alla Regione di avviare nel 2014 le gare europee per l’assegnazione decennnale del servizio: «Ciò ci consentirà per la prima volta dopo la privatizzazione di Trenitalia – ha detto l’assessore Santoro – di porre maggiori condizioni sulla qualità dei servizi e sarà la Regione a determinarle».

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