Azzerati i fondi per le scuole private del Fvg

In Finanziaria regionale tagliati gli 800mila euro destinati alle Province per il sostegno di istituti paritari e cattolici. La Fidae insorge

Altra grana per la giunta Serracchiani. Dopo il welfare e la sanità, polemiche pure dal mondo dell’istruzione. I tagli in Finanziaria stabiliti dall’esecutivo - la delega spetta all’assessore Loredana Panariti - andranno a incidere anche sulle scuole paritarie mettendo a rischio un centinaio di posti di lavoro: la Regione, da quanto risulta, ha azzerato gli 800mila euro finora stanziati alle Province per sostenere il settore. Il dato è confermato da fonti interne al Consiglio.

Ma l’accusa arriva in particolare dalla Fidae, la Federazione scuole cattoliche paritarie. La mannaia, si legge in un comunicato diffuso dalla Provincia di Udine, «apre un nuovo fronte di crisi occupazionale». Il calo di risorse potrebbe avere contraccolpi già dal prossimo settembre: si tratta di istituti che impiegano circa 600 persone. «Il calo di fondi penalizza soprattutto le realtà più piccole, ovvero quelle al di fuori della città di Udine – viene precisato nella nota – pensate proprio per rispondere alle esigenze del territorio. Una simile politica non porterebbe certo a migliorare lo stato della scuola pubblica, che risulterebbe aggravata da classi ancora più numerose».

Gli istituti aderenti alla Fidae sono 20 in Friuli Venezia Giulia, distribuiti su tutte le quattro province: 6 a Trieste, 3 a Pordenone, 2 a Gorizia e 9 a Udine. «La maggioranza degli istituti scolastici paritari aderenti alla Fidae – si osserva – sono presenti in Friuli ed è importante rilevare che le scuole sono collocate non solo nella città, ma nel resto del territorio».

Senza più risorse regionali i 580mila euro che erano stati stanziati dal presidente della Provincia, Pietro Fontanini, non basterebbero più per proseguire. «L’iniziativa di Fontanini risulta determinante sia per garantire l’efficacia del servizio fornito alle famiglie, che trovano scuole aperte a partire dalle 7.20 fino alle 18.00 e possono contare su una continuità didattica , sia per difendere tantissimi posti di lavoro», afferma Gianluca Macovez, dirigente della scuola parificata “Maria degli Angeli” di Gemona del Friuli.

Ora sul futuro delle private incombe un grande punto interrogativo. Un problema, stando ai numeri, per circa 4mila e 400 studenti che frequentano istituti paritari aderenti alla Fidae e che provengono da non meno di 136 comuni sui 219 esistenti in Fvg. Una buona metà dei giovani si trova proprio nel territorio friulano. Nel dettaglio, stando al sondaggio della federazione, in provincia di Gorizia i comuni nei quali risultano studenti iscritti sono 20 su 25, cioè l’80%; nel pordenonese 29 su 51, il 56%; nel triestino 5 su 6, ovvero l’83% e nella provincia di Udine 82 su 137, cioè il 59%.

Tra le attività offerte anche il doposcuola e lo studio assistito pomeridiano, oltre al servizio di pre-accoglienza, in alcuni casi già a partire dalle 7 e per la maggioranza dalle 7.30. «Pure in questo caso – viene precisato nel comunicato – è evidente che gli eventuali tagli economici andrebbero a colpire un servizio vitale per la gestione delle famiglie. Del resto, vista anche l’attività di post-accoglienza che dilata l’orario di apertura anche fino alle 18, undici ore continuate di apertura al pubblico sono un servizio alla famiglia di non poca portata».

La federazione, inoltre, ricorda che le sedi utilizzate «non comportano spese di gestione per le amministrazioni pubbliche». «Si intuirà quindi – prosegue la nota – che le ragioni che possono aver condotto ad una simile riduzione dei contributi alle famiglie, perché si tratta di fondi che vanno alle famiglie e non direttamente alle scuole, difficilmente trovano una ragione in ambito didattico, educativo e neppure economico».

Il dirigente, infine, invita le altre province del Fvg a seguire la protesta innescata dalla Provincia di Udine per garantire «la difesa dei diritti degli studenti e delle loro famiglie e tutela il posto di lavoro di moltissimi operatori, in modo da permettere alla scuola pubblica e paritaria di mantenere alti gli standard qualitativi». Il centrodestra in Consiglio annuncia battaglia in aula. «È scandaloso attacca Rodolfo Ziberna (Fi)– quella della giunta è una furia ideologica».

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