Ronchi dei Legionari fa la pace con D’Annunzio

Con la rassegna “Frammenti di storia” ci si avvia verso un rapporto più disteso con il “Vate” e l’impresa di Fiume, visti in passato come qualcosa da condannare

RONCHI DEI LEGIONARI. Ronchi dei Legionari fa “pace” con Gabriele D’Annunzio. E dopo le tante celebrazioni, nel 2009, per i novant’anni dall’impresa di Fiume, ecco che, con l’iniziativa “Frammenti di storia. Ronchi e…”, si aprono le porte per un rapporto più disteso tra il ”Vate” e la città. Che, va detto, nel passato, non ha mai visto di buon occhio il “comandante”, lo ha relegato in un’espressione della destra italiana da condannare e da non valorizzare in alcuna maniera.

Ma già con il 2009 la parola “distensione” ha iniziato a farsi largo e ieri, alla presenza del professor Andrea Zannini, che con dovizia di particolari ha raccontato quello che è stato il legame tra Ronchi dei Legionari e D’Annunzio, è stata presentata, al primo piano dell’antiquarium di androna Palmada, una ricca collezione di documenti, cimeli, immagini e oggetti che ricordano proprio quel 12 settembre del 1919.

“Frammenti di storia. Ronchi e…” è un progetto avviato lo scorso anno con l’apertura dell’esposizione permanente dei reperti ritrovati durante gli scavi della villa romana di via dei Raparoni. L’obiettivo è quello di ripercorrere i momenti salienti che hanno caratterizzato la storia della città dalle origini ai giorni nostri.

E una tappa o è proprio la selezione di immagini e documenti sulla figura di D’Annunzio che nell’arco degli anni sono stati raccolti e donati dalla popolazione. Un ruolo importante, in questo senso, è quello avuto dall’ex consigliere regionale Adriano Ritossa.

«L’edificio di androna Palmada – ha detto il sindaco Roberto Fontanot – deve diventare un vero e proprio contenitore storico di quelli che sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato la nostra vita, compresa l’impresa dei legionari che ha sempre diviso, in passato, la nostra popolazione e la nostra politica».

D'Annunzio arriva a Ronchi nel pomeriggio dell'11 settembre 1919 e viene ospitato in una piccola casa dell’allora via Trieste (divenuta via D’Annunzio nel 1921) dove s'affittano camere per i viaggiatori che non trovano locande o alberghi.

Passata la mezzanotte si trasferisce nella casa del podestà Alessandro Blasig, che in quel periodo ospita gli uffici del municipio, e con i suoi ufficiali vi tiene il primo quartier generale di Fiume. Da Villa Blasig il poeta-comandante parte il 12 settembre 1919 per Fiume, dando origine a quell’importante avvenimento storico che fu poi denominato l’impresa di Fiume.

Il 9 ottobre 1923, il consiglio comunale approvò la proposta della giunta retta dal sindaco Giuseppe Berini di chiedere alle autorità la modifica del nome della cittadina. Ronchi fu dichiarata ufficialmente “dei Legionari” con il Regio decreto del 2 novembre 1925.

Una decisione, questa, che ha sempre diviso, tanto che negli anni Settanta ci fu chi propose a più riprese di togliere la la denominazione. E ha diviso anche la realizzazione del monumento inaugurato il 30 settembre 1960. La proposta fu bocciata dal consiglio comunale e dalla commissione edilizia di allora, tanto che la colonna romana che ricorda l’impresa dannunziana sorse al confine con il comune di Monfalcone.

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