A Gorizia l’esperimento della “silent disco”

Casse acustiche sostituite dalle cuffie. Inedita esperienza anti-schiamazzi degli universitari dell’Assid. A casa Zoran, in via Rastello, si è ballato sino alle 2.30 senza disturbare nessuno

Un deejay che “spiattella” i dischi o i cd. Casse acustiche enormi e molto performanti. Un frastuono terribile.

Sino a ieri, questa era la discoteca: quella classica, quella che procura arrabbiature e travasi di bile ai residenti che hanno la sventura di abitare nelle vicinanze. Ma oggi c’è la silent disco, la discoteca silenziosa. Sembra una contraddizione in termini ma esiste, piace ed è molto trendy, molto cool. Il disc jockey c’è sempre ma le casse vengono sostituite da cuffie: la musica viene scaricata direttamente nelle orecchie dei giovani che ancheggiano e balzellano (insomma ballano) nel silenzio più assoluto. Dicono che gli inventori siano stati due dj olandesi. Nel 2002, alle prese con il problema di organizzare feste illegali senza farsi beccare dalla polizia, si servirono di un impianto wirelles sostituendo le enormi casse acustiche con centinaia di cuffie senza fili. Fu un successone.

Gorizia, prima in regione, ha sperimentato questa nuova frontiera del divertimento: un divertimento rispettoso, un divertimento che “media” fra la voglia di ballare e l’altrettanto sacrosanto diritto dei residenti di dormire in santa pace. E l’idea meravigliosa è venuta proprio a chi farà della mediazione la sua professione. Fautori sono stati gli universitari dell’Associazione degli studenti di Scienze internazionali e diplomatiche (Assid) di Gorizia. Mercoledì notte hanno organizzato la tradizionale festa nella suggestiva location di “Casa Zoran” in via Rastello, che tanto successo aveva ottenuto nei giorni in cui si celebrava a Gorizia “Gusti di frontiera”. «È andata benissimo - sottolinea vistosamente soddisfatto Alberto Zen che dell’Assid è il vicepresidente -. Come è nata l’idea? Innanzitutto spazziamo subito il campo da ogni possibile equivoco: l’abbiamo fatto non per spirito polemico o provocatorio, tutt’altro. Semplicemente, siccome dovremo essere dediti al compromesso vista la nostra futura professione di diplomatici, abbiamo cercato una soluzione che non scontentasse nessuno. E, credetemi, è stato davvero d’effetto vedere tanti giovani ballare in una via Rastello... silenziosa». La tecnologia, come detto, è quella wireless, senza fili. Ai giovani sono state consegnate delle cuffie che “trasmettevano” la musica. C’era anche la possibilità di scelta, azionando un apposita levetta sulle cuffie stesse. Ci si poteva collegare al disc jockey più rockettaro o al dj patito della musica dance, house, più commerciale. Tutto ciò per accontentare un po’ tutti. E via a ballare e divertirsi sino alle 2.30 e anche oltre. «Vi hanno partecipato anche il vicesindaco Sartori e gli assessori comunali Bellan e Ceretta, oltre all’assessore provinciale Portelli. Anche loro sono rimasti entusiasti. Nel corso della serata, durante la quale abbiamo presentato anche le nostre molteplici attività, sono state distribuite più di 300 cuffie».

Ah, dimenticavamo. L’estate scorsa, sempre in Olanda, si è tenuta una festa con 30mila partecipanti che ballavano e oltre 150mila “spettatori” più o meno fermi. Forse è l’uovo di colombo per risolvere la questione degli schiamazzi notturni.

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