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TRIESTE C’è un Sud in termini economici anche all’interno di Trieste. Sta tutta concentrata nella parte meridionale dell’area urbana la popolazione che ha un reddito medio inferiore e come viene evidenziato anche dalle mappe si è creata quasi una spaccatura in due della città tra “ricchi” e “poveri” con il pericolo della creazione di veri e propri ghetti. Nel grande comprensorio che comprende i rioni di Borgo San Sergio, Valmaura, Servola, Chiarbola, San Giacomo e la zona dei cimiteri il reddito medio non raggiunge i 19mila euro. Una situazione negativa che nell’ambito del territorio comunale si manifesta con un cuneo anche nella parte più orientale del Carso includendo Gropada e Trebiciano.

I più benestanti abitano invece la zona di Barcola e della Costiera (oltre i 31mila euro), ma sono ben rappresentati anche a Scorcola, Cologna Nord, Padriciano e, forse diversamente da quanto accadeva nei decenni scorsi pure in Cittavecchia dove evidentemente dopo il restyling hanno situato la propria residenza molti triestini “bene”: in tutta quest’area redditi tra i 27 e i 31mila euro. San Vito, tradizionalmente considerato il rione più “in” ha perso qualche punto e si trova un gradino più sotto (tra i 23mila e i 27mila euro) al pari si di Opicina e Gretta dove ville e dimore di lusso non mancano, ma anche di Borgo Teresiano, Barriera nuova, Roiano e Chiadino.

Si tratta di una caratterizzazione geografica che presumibilmente ricalca anche la distribuzione sul territorio della popolazione straniera che abita la parte più povera del territorio. Il numero dei contribuenti stranieri residenti nel territorio del comune è passato da 8mila 235 del 2010 a 8mila 688 nel 2011. Il reddito imponibile dichiarato complessivamente dagli stranieri è cresciuto in un anno passando da 103,9 milioni di euro a 110,9 e il reddito imponibile medio che nel 2010 era di 12mila 618 euro pro capite è salito nel 2011 a 12mila 761. Ricordando che a Trieste nel 2011 si è registrato un tasso medio di inflazione pari al 3,1% si evince che anche se il reddito medio degli stranieri è cresciuto in termini nominali )più 1,1%), essendo la crescita inferiore all’inflazione, in termini reali è calato.

Sul totale dei contribuenti maschi il numero degli stranieri è del 6,6%, mentre le contribuenti straniere sono solo il 4,9% delle contribuenti donne. Le percentuali più alte si rilevano nelle classi più giovani e risulta straniero addirittura il 20,3% dei contribuenti maschi sotto i 24 anni di età. Si rileva comunque una forte differenza tra il reddito medio dei contribuenti maschi italiani (27mila 385 euro) e quello degli stranieri (14mila 384 euro). Gli italiani guadagano presocchè il doppio. Il divario a sfavore degli stranieri cresce con l’età e raggiunge il suo massimo nella fascia di età tra i 55 e i 59 anni in cui gli italiani guadagnano in media addirittura il 116,8% in più rispetto ai coetanei stranieri residenti in città.

 

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