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L’Italia pronta allo shopping in Slovenia

La partita per l’energia vede Terna in prima fila. Un forum a Milano presenterà le aziende che il governo intende privatizzare

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INVIATO A BLED. Non sarà una corsa all’acquisto, anche perché la Slovenia certo non ha inaugurato la stagione dei saldi, ma l’imprenditoria italiana comincia a dare i primi segnali di interessamento per entrare nell’affare delle privatizzazioni che Lubiana sta predisponendo. Sarà da sconfiggere o per lo meno non entrare in collisione con la corazzata tedesca che sembra essersi già aggiudicata Telekom Slovenija (comunicazioni) tramite un giro di posta che passa per la Croazia (altro mercato interessante). La trattativa in fase più avanzata sembra essere, come confermato da fonti governative qui a Bled nei corridoi dello Strategic Forum, quella di Save, la società che gestisce l’aeroporto di Venezia e che sarebbe pronta a rilevare la gestione dello scalo aereo Jože Pu›nik (Brnik) di Lubiana. Le trattative stanno andando avanti al punto che la premier slovena Alenka Bratušek sembra intenzionata a visitare l’aeroporto Marco Polo nel corso della sua prossima visita a Venezia il prossimo 12 settembre in occasione del vertice trilaterale Italia-Slovenia-Croazia.

C’è poi l’interessamento di Terna a gestire le linee elettriche che attraversano la Slovenia, un progetto questo, che potrebbe collegarsi con quello molto più importante da un punto di vista degli investimenti relativo all’accordo energetico sottoscritto tra Italia e Serbia e che prevede un convogliamento cospicuo di energia pulita dall’ex Paese jugoslavo verso l’Italia. E la Slovenia è un punto di passaggio obbligato. «Pochi giorni fa - racconta il ministro degli Esteri sloveno Karl Erjavec davanti a una tazza di caffè - ho notato che le esportazioni della Slovenia sono in aumento. Allora sono andato a vedere i motivi e ho visto che ha trainare l’export è il settore dell’energia. Spero che il nostro governo riesca ad avviare quanto prima i lavori per la costruzione di due centrali idroelettriche sulla Sava. Per noi sarebbe un grande affare».

Un’ulteriore conferma dell’interesse italiano per le privatizzazioni slovene giunge direttamente dal presidente del Consiglio Enrico Letta che al termine dell’incontro bilaterale con la premier slovena Bratušek ha annunciato che non appena il governo di Lubiana avrà stilato la lista definitiva delle imprese statali o parastatali che saranno messe sul mercato «l’Italia organizzerà un Forum nella capitale economica del Paese, ossia a Milano - precisa Letta - per poter prendere visione delle opportunità messe a disposizione del mercato sloveno».

Da rilevare che l’esecutivo sloveno ha altresì intenzione di concedere in concessione a un Fondo di investimenti internazionale, per 30 o 40 anni, anche la gestione delle autostrade. La Dars, la Società autostrade slovena, è in grossa difficoltà con un deficit pari a quasi 7 miliardi di euro di cui 1,3 costituiti da interessi da pagare su prestiti accesi in passato.

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