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Autovie vicine alla ricapitalizzazione

Terpin rimette alla Regione la decisione sull’ipotesi Del Fabbro di usare i 120 milioni in arrivo da Roma per la terza corsia

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TRIESTE. «La ricapitalizzazione della società? Deciderà la Regione». Emilio Terpin, il presidente di Autovie Venete, sa per primo che la questione non è semplice ma rimanda alla giunta Serracchiani la definizione del percorso ipotizzato dal vicecommissario Pietro Del Fabbro, vale a dire l’utilizzo per l’aumento di capitale della concessionaria dei fondi statali in arrivo per la terza corsia.

I soldi, l’ha confermato il ministro Maurizio Lupi, ci saranno. Se non a metà settembre, come auspica la politica regionale, poco più in là. Li erogherà il decreto del “Fare bis”, lo strumento operativo che metterà in pratica il principio enunciato nel precedente “Fare”, e cioè che la terza corsia della A4, accanto al Passante ferroviario di Torino, al collegamento Torino-Ceres/Aeroporto di Caselle, alla tratta ferroviaria Novara-Seregno-Malpensa e al terminale pugliese del corridoio ferroviario adriatico da Bologna a Lecce, è un’opera riconosciuta dallo Stato come “strategica” e dunque meritevole di un supporto anche economico.

Si tratta di 120 milioni, questa è la cifra annunciata da Lupi (la stessa ipotizzata dai parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia quando sembrava si potessero mettere nero su bianco le risorse già nel primo decreto), che Del Fabbro, al lavoro sul fronte della trattativa con le banche per il maxi-prestito da 2,3 miliardi necessari a completare l’opera, considera opportuno utilizzare per la ricapitalizzazione di Autovie.

Le parole di Del Fabbro non sono evidentemente una fuga in avanti. Il vicecommissario è in stretto contatto con la presidente della Regione, che riveste pure il ruolo di commissaria per la terza corsia, e la sua linea è senz’altro anche quella di Debora Serracchiani. Si tratta dunque di un percorso già messo in agenda da settimane, da quando la porta ai fondi statali è sembrata via via aprirsi. In sostanza, come ha spiegato Del Fabbro già due giorni fa, la Regione, aumentando il capitale di Autovie, riequilibrerebbe il piano finanziario e aprirebbe la strada per ridurre l’onerosità della sue garanzie.

Il riferimento è all’assestamento di bilancio dell’anno scorso, in cui l’amministrazione Fvg veniva autorizzata a «prestare ogni forma di garanzia, nel limite massimo di 150 milioni, a favore delle società di Friulia coinvolte nell'attuazione dell'intervento, al fine del reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione delle opere».

Aumento di capitale, dunque. Almeno questa è la prima opzione. Terpin si limita a prenderne atto. «Nel sottolineare che in questa fase tutte le risorse aggiuntive, sotto qualunque forma, sono sicuramente un risultato importante», il presidente di Autovie precisa infatti che «la questione, complessa e articolata, resta comunque di stretta competenza della Regione».

Attualmente il capitale sociale della concessionaria è pari a 158 milioni di euro. Quanto all’assetto societario la maggioranza assoluta è nelle mani di Friulia (86,52%), seguono con quote del 4,83% la Regione Veneto e del 4,29% Infracis. Quindi un lungo elenco di soci con percentuali minime: Venezia-Padova (0,92%), Fin.Opi (0,76%), Provincia di Udine (0,51%), Brescia-Padova (0,42%), Comune di Venezia (0,28%), Province di Venezia, Trieste e Pordenone (0,27% ciascuna), Comune di Udine (0,14%), Provincia di Gorizia (0,12%), Camera di commercio di Venezia (0,08%), altri soci con quote ancora minori (0,28% complessivo).

Il quadro potrebbe mutare (alcuni soci potrebbero tirarsi indietro), ma è prematura qualsiasi previsione. Se ne riparlerà nelle prossime settimane, quando Autovie dovrebbe finalmente tornare a respirare anche con l’aggiunta dei 150 milioni di euro del prestito-ponte atteso da Cassa depositi e prestiti. Soldi, questi ultimi, che serviranno per scongiurare il rischio di un blocco lavori ai lati dell’infrastruttura, sul primo lotto Quarto d’Altino e sulla Villesse-Gorizia. Terpin ha parlato, con prudenza ma ottimismo, di «dirittura d’arrivo». Del Fabbro cercherà di risolvere gli ultimi nodi.

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