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Si tuffa e batte la testa sul basso fondale: è grave

Il velista monfalconese Dennis Plet operato d’urgenza all’ospedale di Udine per la frattura di due vertebre. L’incidente si è verificato sabato sera ai “Caregoni”

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Si tuffa dal motoscafo per quello che doveva essere l’ultimo bagno della giornata trascorsa tra amici in mare ai “Caregoni” davanti al Lido di Staranzano, ma lo tradisce il fondale, molto più basso di quanto non potesse sembrare a quell’ora, le 21. Dennis Plet, 45 anni, tecnico alla Fincantieri ma notissimo negli ambienti della vela per la sua lunga attività sgonistica, appartenente a una famiglia di velisti, ha battuto violentemente la testa sul fondale perdendo per qualche attimo i sensi. Gli amici, dal motoscafo si sono resi quasi subito conto della gravità della situazione. Lo hanno issato con la massima cautela a bordo e lo hanno trasportato a tutta velocità alla banchina della Svoc, preavvisando il 118 del loro arrivo. Plet è apparso subito in gravi condizioni. È stato subito trasportato all’ospedale di Udine dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la frattura di due vertebre cervicali. Ieri le sue condizioni erano ritenute ancora gravi. Dennis, a detta del fratello Loris, ha comunque ripreso conoscenza e può muoversi. Ciò induce a un cauto ottimismo circa una sua completa ripresa.

L’incidente, accaduto nella serata di sabato, ha dell’incredibile se si considera l’esperienza di mare accumulata in più di trent’anni di attività sportiva da Dennis Plet. Il gruppo di amici aveva trascorso la giornata di spensieratezza ai “Caregoni”, nei pressi di Punta Sdobba, nel pieno della tradizione di migliaia di monfalconesi che, nei weekend d’estate, gettano l’ancora sulla secca per trascorrere qualche ora di relax e divertimento. Erano le 21, e quindi era già buio, quando il gruppo ha deciso di rientrare. È stato a questo punto che Dennis ha deciso di tuffarsi per l’ultimo bagno della giornata. Il buio deve averlo tratto in inganno. È anche possibile che in quel tratto ci fosse una piccola “duna” sul fondale sabbioso. È certo, comunque, che Plet ha battuto violentemente la testa, riportando la frattura di due vertebre. I soccorsi sono stati comunque rapidissimi. Nel giro di pochi minuti Plet si trovava sulla banchina della Svoc nelle mani dei sanitari del 118 che hanno provveduto a immobilizzarlo e a trasportarlo direttamente all’ospedale di Udine. Tanti i messaggi di auguri e di incoraggiamento giuntigli attraverso i social network.

Dennis Plet appartiene a una famiglia di velisti. Il padre, Claudio, è stato vicepresidente della Svoc e campione sugli snipe e sui dinghi negli anni ’60, il fratello Loris è direttore sportivo della Svoc e i figli di quest’ultimo, Francesca e Federico, già più che promettenti velisti.

Dennis, come pure il fratello Loris, è stato in gioventù agonista di livello nazionale sulle derive, proseguendo poi una intensa attività d’altura, abbinata alla partecipazione alle principali manifestazioni veliche del Golfo di Trieste, compatibilmente con il suo lavoro di tecnico specializzato nello stabilimento Fincantieri. Quest’anno Dennis Plet ha preso parte sia al campionato italiano che a quello mondiale per barche d’altura. Un’esperienza ultratrentennale, la sua, che rende ancora più incredibile l’accaduto. Ora è ricoverato nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Udine. Al suo capezzale c’è la moglie Aurora Paoli. Ieri sera le sue condizioni erano definite in miglioramento.(f.m.)

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