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Redditi trasparenti, Monassi e Paoletti assenti

Nel bollettino della Prefettura, invece, i guadagni del sovrintendente del Verdi Orazi e della presidente Ogs Pedicchio. Al segretario generale della Camera di commercio di Trieste 152mila euro l'anno

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Trasparenza sì, ma non per tutti. Così dall’elenco consultabile in prefettura relativo alla Pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e direttive di alcuni enti, messo a disposizione dalla presidenza del Consiglio dei ministri (e relativo all’anno 2011), di “triestino” affiora ben poco. Il primo nome noto collegato a Trieste è quello di Stefano Fantoni, ex direttore della Sissa e oggi presidente dell’Anvur - l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca: 101.417 il suo reddito relativo al 2011 con situazione patrimoniale invariata rispetto alla dichiarazione dell’anno precedente. Altro ex, nel senso che della documentazione fa parte in quanto ex presidente dell’Ogs - Istituto di oceanografia e geofisica sperimentale (realtà vigilata dal Miur con sede in provincia di Trieste), è Iginio Marson: 141.305 euro. Il dopo-Marson all’Ogs - dal settembre 2011 - si chiama Maria Cristina Pedicchio, che compare nell’elenco con i suoi 172.071 euro. C’è poi Stefano Patriarca, dal febbraio 2010 segretario generale della Camera di commercio di Trieste: 152.053 euro per lui nel 2011. A proposito dell’ente camerale, non figura nell’incartamento il presidente Antonio Paoletti.

Presente, invece, Claudio Orazi, già commissario straordinario e ora sovrintendente della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi, con una dichiarazione dei redditi da 34.760 euro, un fabbricato in comproprietà nel Comune di Macerata, una Fiat Marea del 2001 e una Chrysler Voyager del 2005. Cifre ben lontane, quelle dei “triestini” (di nascita o di adozione che siano), dal milione e 46mila 662 euro dell’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ad esempio. O dai 772.335 euro del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.

Sfiorano Trieste per diversi motivi, altri titolari di ruoli direttivi ed elettivi che si trovano nell’elenco. Come Gianfranco Cappellari, vicepresidente della Camera di commercio di Gorizia: reddito di 83.761 euro e un fabbricato di proprietà a Trieste che si somma a un altro fabbricato e a un terreno di cui è proprietario in provincia di Udine. E ancora Marco Gosso, ad di Fs Logistica spa del Gruppo delle Ferrovie dello Stato, con situazione reddituale pari a 250.905 euro nel 2011: è anche consigliere nella società Alpe Adria spa. C’è pure Massimo Varazzani, ad di Fintecna spa: siede nel cda di Fincantieri e due anni fa ha messo assieme 970.762 euro.

Nell’elenco - ricordato che amministratori di Regione, Provincia e Comune depositano la documentazione negli enti che li vedono in carica (e non entrano quindi in questo faldone) - compaiono tanti presidenti di Autorità portuale. Paolo Costa, per esempio, che timona l’Ap di Venezia: nel 2011 per lui 420.553 euro di reddito. Luigi Merlo (Genova) si è attestato a 278.526, Giovanni Grimaldi (Gioia Tauro) a 275.844 e Francesco Palmiro Mariani (Bari) a 255.388 mentre il collega Galliano Di Marco (Ravenna) a 182.688 euro. E l’Authority di Trieste? La sua presidente Marina Monassi? Niente. Nessun documento. (m.u.)

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