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Aumento record per la vignetta slovena

Il bollino annuale passerà da 95 a 115 euro. Il settimanale da 15 a 20. E ci sarà una nuova categoria per gli autofurgonati

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TRIESTE. La questione oramai non è se aumenterà, fatto questo oramai più che scontato, ma di quanto aumenterà il prezzo delle vignette autostradali in Slovenia. Il governo deciderà in materia fine mese ma già si rincorrono voci sempre più qualificate in materia. Ebbene per gli automobilisti si prepara una vera e propria stangata. La vignetta annuale, infatti dagli attuali 95 euro aumenterà a 115 euro, quella settimanale dovrebbe toccare quota 20 euro e quella mensile quota 50. I motociclisti invece subiranno un rincaro dagli attuali 47,50 euro annuali a 55 euro, ritocchi anche per le semestrali, da 25 a 30 euro e le settimanali che andranno a quota 10 euro dagli attuali 7,50.

Ma c’è di più. Il governo vuole infatti istituire una nuova categoria di autoveicoli che sarà soggetta alla vignetta e più precisamente gli autofurgonati che non superano le 3,5 tonnellate di carico. Per loro è prevista una vignetta annuale da 220 euro. E gli autotrasportatori sloveni sono già sul piede di guerra. La categoria si sente già troppo vessata da balzelli e costi di gestione altissimi. Chiede la possibilità di una proroga degli ecoincentivi per acquistare nuovi mezzi a basso impatto ambientale, chiedono che le tariffe autostradali vengano concesse loro a prezzo agevolato e protestano anche per l’eccessivo ammontare delle multe in caso il conducente non rispetti le quattro ore di riposo durante la marcia, le quali sono molto al di sopra della media europea per la stessa infrazione. E ora arriva loro sulla testa la nuova categoria di vignetta.

L’aumento del pedaggio servirà a far uscire la Dars, la Società autostrade slovena, dal buco finanziario in cui viaggia e che nei prossimi 5 anni dovrà onorare scadenze di debito pari a 1,6 miliardi di euro. Quindi la politica dei pedaggi va radicalmente mutata. Ovviamente sul capo degli utenti. Nei prossimi giorni ci sarà poi anche un cambio al vertice della Dars con l’avvicendamento dell’intero consiglio di amministrazione nominato all’epoca del governo Janša. E così, dopo quanto è successo in Energetika e in Luka Koper, anche per la Dars si sta scatenando una vera e propria lotta politica tra Slovenia positiva, partito della premier Alenka Bratušek e la Lista nazionale, partito del ministro degli Interni Gregor Virant che punta tutto su un controllo della Dars.

Come mai tutto questo interesse per una società, la Dars per l’appunto, indebitata fino ai capelli e sulla lista delle aziende a partecipazione statale che il governo Bratušek vuole mettere sul mercato della privatizzazione? Il fatto è che in gioco il prossimo anno entrerà il progetto per l’introduzione nel sistema autostradale sloveno del cosiddetto pedaggio elettronico la cui gestione ricadrà proprio nelle mani del ministero degli Interni. Un affare, si prevede, da 200 milioni di euro anche se di recente proprio il ministro Virant ha dichiarato che il tutto potrebbe essere gestito con una spesa di soli 10 milioni di euro. Insomma c’è già puzza di bruciato.

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