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La storia del paese nel “Vetturino”

La memoria collettiva nella mostra dedicata allla storica locanda di Pieris

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SAN CANZIAN D’ISONZO. C’erano la figlia di Mario, l’ultimo proprietario della famiglia Cosolo, Flavia, e i vecchi dipendenti del Vetturino, sabato pomeriggio, all’inaugurazione della mostra dedicata al locale storico di Pieris nell’ambito della Festa dello sport organizzata dalla Polisportiva. A promuovere l’iniziativa la passione per la storia locale di Cesare Zorzin, presidente dell’Asd Pattinaggio artistico Pieris, da sempre cacciatore di memorie che al proprio fianco ha trovato l’Ecomuseo Territori del Consorzio culturale del Monfalconese, oltre che Flavia Cosolo, in questa occasione. Dai documenti in mostra e dalle foto del capostipite Antonio e del fratello Giulio, da cui sono discesi Mario e Flavia, e di quelle delle generazioni successive, il ricettario di Mario e la sua tenuta di lavoro, emerge la storia di una famiglia che è anche la storia collettiva di un paese in cambiamento. «L’iniziativa - ha spiegato il presidente del Ccm, Davide Iannis - bene si inserisce nell’operazione “Cacciatori di memorie” dell’Ecomuseo che trasforma la memoria individuale in memoria collettiva. Siamo partiti da Panzano, ma l’obiettivo è di allargarci a tutto il mandamento».

In rappresentanza del presidente della Provincia, Gherghetta, il consigliere provinciale Enrico Bullian ha sottolineato l’importanza del lavoro di raccolta di documenti, immagini e voci che Cesare Zorzin sta effettuando da anni. «Altrettanto importante è lo sforzo del Ccm, che sta cercando di arrivare a una lettura unitaria del territorio monfalconese», ha aggiunto. A portare i propri saluti c’era il parlamentare Giorgio Brandolin, impegnato poi in campo nell’ambito della partita di calcio “Di qua e di là dal stradon”, mentre a introdurre l’evento è stato il presidente della Polisportiva Pieris, Gianfranco Russi. «Era una gioia andare al Vetturino quando c’era Mario - ha raccontato - e ora anch’io, come Flavia, passo davanti al luogo dov’era, e dove ora si trova la casa di riposo, senza guardare. È giusto però non dimenticare com’eravamo». Sabato s’è potuta anche assaggiare la Coppa Vetturino, inventata da Mario prima della Seconda guerra mondiale. «Mario l’ha inventata negli anni ’30 - ha ricordato Zorzin -, ma non ha mai pensato di brevettare il dolce. Quanto un veneto ha fatto nel 2010, peraltro». La mostra rimarrà visibile nell’area del campo sportivo fino alla conclusione della Festa, il 19 agosto.(la.bl.)

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