A Gorizia resiste il “mito” della Citta giardino

Per verde urbano il capoluogo isontino si conferma tra i primi in Italia. L’assessore all’Ambiente Del Sordi: «Notevole lo sforzo del Comune per mantenere tutto in ordine»

Resiste il mito della “Città giardino”. Gorizia è nella top-ten italiana dei capoluoghi di provincia con la maggior disponibilità di verde per abitante e, alle sue spalle, la media italiana è lontanissima. I numeri diffusi ieri dal report Istat “Dati ambientali nelle città-Qualità dell’ambiente urbano” sono più che confortanti. Secondo quanto emerso, lo scorso anno (periodo di riferimento dell’ultima rilevazione) ogni goriziano ha potuto godere, in media, di una superfice di verde urbano pari a 137,1 metri quadrati contro gli appena 31,4 della media nazionale. Nella classifica guidata da Matera (978,2 mq/ab), il capoluogo isontino occupa l’ottava piazza subito alle spalle di Pordenone, leader per il Friuli Venezia Giulia. Per quanto riguarda la nostra regione, Trieste galleggia appena sopra la media italiana (31,6 mq/ab), mentre Udine sta sotto decisamente sotto (21,1 mq/ab).

In generale cresce, anche se di poco, il “verde” nelle città. Nel 2012 il verde urbano rappresentava il 2,8% del territorio dei comuni capoluogo di provincia (pari a oltre 570 milioni di metri quadrati) contro il 2,7%. Anche in questo caso per Gorizia la percentuale è confortante: 11,2% era nel 2011 e 11,2 è rimasta lo scorso anno. In classifica però il capoluogo isontino è fuori dalle prime 10 per una posizione. A comandare, questa volta è Sondrio. A Livello regionale ancora una volta Pordenone è leader (18,8%) e Udine è fanalino di coda (3,7%). Trieste si assesta invece al 7,6%.

Non si meraviglia dei risultati ottenuti l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Del Sordi. «Sappiamo d’essere sempre stati al vertice dei vari studi statistici grazie all’enorme disponibilità di verde - dice l’esponente della giunta Romoli -. Questo però implica un impegno notevole. Riuscire a gestirlo a fronte di una costante riduzione del personale legato al blocco del turn-over non è facile. Abbiamo provato ad esternalizzare il meno possibile e aggirare il problema con i lavori socialmente utili e ci stiamo riuscendo. Speriamo di poter mantenere questi livelli anche nei prossimi anni».

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