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Proibiti i bagni e tuffi dal pontile pericolante dell’ex cava di Sistiana

Il manufatto ormai cade a pezzi. La Capitaneria di porto di Trieste impone di stargli alla larga, almeno a 100 metri di distanza

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DUINO AURISINA. Negli anni '90 gli adolescenti più temerari di Duino Aurisina e della vicina Bisiacaria, oggi trentenni, andavano lì a sfidarsi in paurose “clanfe”, il tuffo a ferro di cavallo abbondantemente praticato sul litorale triestino, dove si sono istituite perfino speciali olimpiadi. Da allora ne è passata, di acqua, sotto i ponti. Nel senso letterale dell'espressione, visto che al di là del paesaggio radicalmente cambiato con il rapido sviluppo di Portopiccolo, il pontile dell'ex cava di Sistiana appare oggi per metà dissestato, sicché la Capitaneria di porto ha deciso di interdire quello specchio acqueo per un raggio di cento metri.

Il provvedimento, a firma del comandante Goffredo Bon, scaturisce infatti da un'ordinanza appositamente emessa a seguito dell'esito di un sopralluogo esperito lo scorso 17 giugno dal personale della Capitaneria e dei Vigili del fuoco. Constatata la situazione di precarietà, si è ritenuto opportuno emanare l'atto al fine di tutelare la pubblica incolumità nelle more del ripristino delle condizioni di sicurezza del pontile, presente tra la cava di Sistiana e Canovella degli Zoppoli. Il pontile in questione, come si legge dall'ordinanza, è infatti “interessato da un cedimento strutturale”.

Nell'area, dunque, fino a contrordine della Capitaneria, è fatto divieto di navigare, ancorare e spostare con qualunque unità sia da diporto che a uso professionale. Né si può praticare la balneazione, effettuare attività di immersione con qualunque tecnica oppure svolgere attività di pesca di qualsiasi natura. I contravventori all'ordinanza, ove il fatto non costituisca più grave reato o illecito amministrativo, incorrono nelle sanzioni amministrative, da mille a 3mila euro, previste all'art 1164 Codice della navigazione o all'art 1231 (arresto fino a 3 mesi o ammenda di 206 euro). I trasgressori saranno comunque ritenuti responsabili civilmente di ogni danno a persone o cose derivante dall'inosservanza delle disposizioni. È dunque fatto obbligo a chiunque di osservare l'ordinanza.

Tiziana Carpinelli

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