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Delitto di Monfalcone, salta l’esame sui reperti trovati nel cortile di Garimberti

L’avvocato Bevilacqua ha chiesto e ottenuto la revoca dell’incidente probatorio voluto dal pm che non prevedeva la presenza della difesa. Intanto l’indagato resto a piede libero

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Roberto Garimberti resta un uomo libero, pur se indagato per distruzione e occultamento di cadavere. Non basta il ritrovamento di ossa umane nel terreno della sua villetta in via Carducci a fargli cadere addosso l’accusa di omicidio. La situazione del 48enne monfalconese potrebbe aggravarsi soltanto qualora l’esame del Dna dimostrasse che i pezzi d’ossa rinvenuti dagli uomini della Scientifica nel cortile della sua abitazione sono compatibili con quelli trovati casualmente, nel novembre scorso, nella griglia della vasca di raffreddamento della centrale A2A: i resti di Ramon Polentarutti, scomparso nell’aprile del 2011, - adesso è certo - ucciso e fatto a pezzi.

Nel frattempo nessun provvedimento restrittivo della libertà personale è stato preso nei confronti di Garimberti, iscritto nel registro delgi indagati per distruzione e occultamento di cadavere, “atto dovuto” della Procura per poter accedere al suo giardino alla ricerca di reperti utili alle indagini. La sua sua posizione al momento non cambia. Garimberti, a quanto risulta, non è stato ancora nemmeno sentito in Procura a Gorizia. L’inchiesta sull’omicidio di Ramon Polentarutti è in un momento di stasi dopo la brusca accelerata delle indagini con lo spettacolare blitz della Polizia di lunedì 3 giugno nella villetta di via Carducci. E i tempi sono destinati ad allungarsi, visto che l’esame dei reperti rinvenuti nel giardino che il pm aveva disposto per martedì scorso nel laboratorio della Polizia scientifica di Roma non c’è stato. Si trattava di un accertamento non ripetibile, per il quale la difesa di Garimberti, rappresentata dall’avvocato Paolo Bevilacqua, ha sollevato opposizione chiedendo che a disporre l’incidente probatorio fosse il gip, su richiesta del pm. Questione procedurale: un iter più “garantista” che consenta anche alla difesa di entrare in possesso di tutti gli elementi raccolti e di nominare un proprio consulente di parte. «La difesa - ha affermato ieri l’avvocato Bevilacqua - non ha al momento avuto notizia di presunte ossa umane nel giardino di Garimberti. Né poteva averne, visto che tutti quei reperti devono essere sottoposti ad accertamenti. E ciò sarà possibile solo nell’incidente probatorio, se e quando ci sarà». Sembra certo, peraltro, che i tempi di queste verifiche tecniche non dovrebbero allungarsi di molto. La posizione di Garimberti resta comunque grave. Il pm Giuseppe Salvo, che coordina le indagini, ha parlato di gravi indizi contro di lui. Secondo la Procura, il blitz della settimana scorsa nel cortile di Garimberti è avvenuto sulla base di elementi che vanno al di là della semplice presenza di Polentarutti nella villetta di via Carducci negli ultimi mesi prima della sua scomparsa. Il pm non ha voluto rivelare questi particolari, ma li ha definiti «riconducibili ai rapporti di vicinanza tra i due uomini», «elementi che andrebbero anche oltre il fattore personale, di portata non indifferente».(f.m.)

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