Rispunta il Parco del mare: nuova ipotesi Porto vecchio

Studio di fattibilità realizzato dal guru Peter Chermayeff e contatti già avviati dalla Camera di commercio con Greensisam. Si parla dei magazzini 3 e 4

Appare, scompare e riappare. Cambiando sempre sede, ipotetica naturalmente. Il progetto del Parco del mare ritorna, stavolta puntando dritto verso il Porto vecchio. All’area in concessione a Greensisam. La nuova sistemazione ipotizzata? Nei magazzini 3 e 4, da integrare affinché si propongano come un unico spazio, collegati da ponti pedonali. E con il magazzino 2a a recitare la parte già delineata di parcheggio, con 600 posti al servizio anche dei visitatori della struttura espositiva. Eccola qui, la nuova opzione per il Parco del mare, messa nero su bianco in uno studio di fattibilità già completato e consegnato. E passato di recente anche in sede di riunione di giunta camerale, board di quella Camera di commercio presieduta dal “padre” del progetto, Antonio Paoletti.

Autore dello studio, il superesperto Peter Chermayeff, guru statunitense dell’architettura mondiale: a lui si deve la realizzazione delle strutture dell’interno dell’Acquario di Genova e ancora, fra le più note, di Boston, Osaka, Baltimora e Lisbona. Chermayeff era già stato contattato negli anni scorsi, in prima battuta quando l’ubicazione del Parco era stata prospettata sulle Rive tra Salone degli Incanti, Magazzino Vini e area ex Bianchi. Era il dicembre del 2008. Ma del Parco del mare, come riferiamo qui sotto, si parla dal 2004. Nel dicembre 2014 quest’idea nata e rimasta sin qui solo sulla carta festeggerà i suoi dieci anni. Solo progetti, confronti fra istituzioni, studi e approfondimenti. E soldi, prelevati anche dalle tasche degli imprenditori, attraverso il 20% di aumento del diritto camerale per l’iscrizione al Registro delle imprese, incremento deliberato «nel 2007 e vale per sette anni», come spiegò proprio Antonio Paoletti nel novembre del 2009. Questo balzello, diviso per il 60% con destinazione Parco del mare e per il 40% pro bonifiche, ha garantito sin qui alla missione del nuovo contenitore espositivo marino 1,8 milioni (dato riferito da Paoletti nel dicembre 2012). Cifra che si somma ai 5,5 milioni accantonati dal 2004 dal Fondo benzina.

Riepilogato il quadro, ora c’è un nuovo documento che parla di un intervento completabile in tre anni, a cui viene dato parere positivo. Documento che attende di essere approfondito con uno studio dettagliato degli edifici esistenti, ma che già prospetta come il budget da 45 milioni di euro vada integrato per rilevare l’uso dello storico pontone Ursus: da restaurare, ridipingere e riposizionare vicino al magazzino 3, illuminandolo con luce blu. La gru sarebbe così destinata a svolgere il ruolo di sentinella-simbolo della nuova attrazione turistica.

Il cuore del progetto, dunque, nei magazzini 3 e 4, con un’estensione di superfici riservate al mega-acquario che Chermayeff prospetta per entrambi fra i settemila e gli ottomila metri quadrati. Fra i due hangar, l’entrata principale al centro dello spazio “aperto” che potrebbe essere sovrastato da una copertura in vetro anti-intemperie. Nel magazzino 4, oltre agli spazi per l’acquario con vasche, aree multimediali, teatri e zone di supporto tecnico, pure gli uffici amministrativi nei piani alti, ma anche appartamenti, camere e forse una spa. Nel silos 3, vasche, esposizioni e al pianterreno ristoranti e negozi. Non è un caso che siano stati scelti i magazzini “più interni” all’area, al fine di consentire una valorizzazione anche di quelli precedenti in concessione a Greensisam: oltre al 2a, l’1a e il 2, con questi ultimi due che dovrebbero contare su esercizi commerciali e - il 2 - anche appartamenti e camere d’albergo.

Della questione, Chermayeff ha già parlato con Fabio Assanti, coordinatore del team di progettisti Greensisam. «La compatibilità urbanistica c’è - assicura Assanti -, per quelle aree infatti è prevista anche una funzione espositiva sin dai tempi della candidatura all’Expo 2008». Massimo riserbo, per il resto, sull’operazione. Mentre Pierluigi Maneschi conferma come qualcosa si stia muovendo: «Siamo stati contattati meno di un mese fa dalla Camera di commercio - spiega il titolare di Greensisam, che ha in concessione per 90 anni dall’Autorità portuale i primi cinque magazzini del Porto Vecchio -, noi siamo pronti a discuterne. Abbiamo risposto dicendo di farci pervenire una proposta scritta, che non è ancora arrivata. Siamo in una fase interlocutoria. Ma l’ipotesi sarebbe compatibile con il nostro progetto». E la Camera di commercio? In silenzio, per ora, con Antonio Paoletti che ieri, cercato più volte al telefonino, non ha mai risposto.

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