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Del Fabbro “regista” della terza corsia

Serracchiani firma il decreto di nomina a soggetto attuatore. Il compenso verrà definito d’intesa con la Protezione civile

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TRIESTE. Pietro Del Fabbro è il soggetto attuatore per la realizzazione della terza corsia della A4. La conferma, dopo voci sempre più insistenti nelle ultime settimane, è arrivata ieri sera: Debora Serracchiani ha firmato il decreto di nomina e il manager friulano diventa il Riccardo Riccardi della nuova legislatura. L’unico “mistero” resta quello del compenso, che verrà definito d’intesa con la Protezione civile. Secondo le prime indiscrezioni, tuttavia, l’importo potrebber aggirarsi sui 150mila euro .

Quello di soggetto attuatore è un incarico che consegna a Del Fabbro la partita più delicata per il governo regionale. Serracchiani, commissario delegato per effetto dell’elezione a governatrice, non avrebbe potuto gestire in prima persona le procedure brevi in autostrada. Un vice a tempo pieno si è reso così necessario e la presidente ha voluto andare sul sicuro scegliendo un uomo di vasta esperienza all’interno di Autovie. In quota Ds, e ora Pd, Del Fabbro viene considerato manager in grado di muoversi con competenza nel percorso a ostacoli verso la terza corsia. Gradito ai soci privati della Regione, ha fatto parte del cda di Autovie fino al rinnovo di pochi mesi fa, dopo essere stato cooptato a metà 2012 per le sue conoscenze in materia di banca e di finanza a seguito delle dimissioni di Amerigo Borrini (Generali). Ma già in precedenza Del Fabbro, 55 anni, titolare di una società di consulenza di direzione e organizzazione aziendale, aveva lavorato in Autovie, pure da presidente ma con il ruolo più operativo come ad ai tempi della giunta Illy, quando il presidente era Giorgio Santuz, il vice Lucio Leonardelli e il direttore proprio Riccardi.

Dopo aver raggiunto l’accordo con la presidenza del Consiglio dei ministri (l’altro giorno, a Roma, l’incontro con il sottosegretario Patroni Griffi), Serracchiani ha siglato l’atto in un vertice cui hanno partecipato anche il presidente di Autovie Emilio Terpin e il Responsabile unico del procedimento Enrico Razzini, direttore generale della concessionaria. «È una nomina assolutamente indovinata – commenta Terpin –, dato che parliamo di un manager che ha tutti i requisiti di scienza e coscienza per fare non bene, ma ottimamente il suo compito. Sono convinto che contribuirà concretamente a realizzare, nei limiti del possibile, gli obiettivi da perseguire». Il primo punto sull’agenda del vicecommissario? «Eseguire una puntuale ricognizione dello stato dell'arte con riferimento agli aspetti tecnici e ai correlati aspetti economico finanziari», in conseguenza del fatto che, ha ricordato Serracchiani alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero dei Trasporti e alla Protezione civile, Tondo e Riccardi, «non hanno ritenuto di fornire verbale di consegna». Il decreto prevede «quale direttiva vincolante per l'esperimento di tutte le attività, la massima celerità per porre in essere gli interventi finalizzati al superamento dell'emergenza». E dispone anche che «al soggetto attuatore sarà attribuito un compenso con apposito provvedimento, adottato d'intesa con il dipartimento della Protezione civile». All’epoca di Tondo e Riccardi si parlò di 300mila euro all’anno, senza che peraltro, posto che entrambi rinunciarono al compenso, si arrivasse a una formale quantificazione.

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