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Procura di Trieste, Dalla Costa lascia Toto-successore: 28 in lizza

Il 2 maggio, dopo 4 anni di lavoro, il procuratore capo va a Treviso In autunno il Csm nominerà il sostituto: in lista Mastelloni (Venezia) e Ajello (Gorizia)

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È ufficiale. Dopo quattro anni il procuratore capo Michele Dalla Costa, 61 anni, lascia Trieste per Treviso. La data è quella del prossimo 2 maggio.

Da quel giorno il più importante ufficio giudiziario di Trieste e della regione sarà retto dal sostituto Federico Frezza. Questo fino alla nomina del nuovo procuratore che dovrà essere decisa dal plenum del Consiglio superiore della magistratura, in agenda tra settembre e ottobre. La lista dei 28 “papabili” al vertice della Procura di Trieste è lunga e articolata.

Compaiono i nomi di magistrati attualmente titolari di importanti uffici giudiziari di tutta Italia. Al primo posto dell’elenco aspiranti c’è Gustavo Adolfo Cioppa, attuale procuratore di Pavia. Compare poi il nome di Carlo Mastelloni, aggiunto a Venezia. Quindi quello di Amato Barile, proveniente da Sala Consilina. E poi ancora Fabio Salamone, aggiunto a Brescia, Antonella Giannelli, sostituto procuratore generale a Napoli, e Carmelo Ruberto, responsabile della Procura di Bassano del Grappa.

Tra i “locali” spiccano i nomi di Caterina Ajello, attuale procuratore a Gorizia, e di Dario Grohmann, procuratore dei minori. Poi compare il nome di Massimo Lia, sostituto procuratore generale a Catanzaro. E ancora Michele Renzo, procuratore di Ascoli Piceno, e Laura Triassi, procuratore capo di Potenza. La lista prosegue con Fabio Maria Gliozzi, procuratore capo di Montepulciano, Antonio Rosario Luigi Guerriero al vertice dell’ufficio di Sant’Angelo dei Lombardi.

Gli altri nomi dei candidati sono quelli di Bernardo Petralia, Ambrogio Moccia, Galileo Proietto, Nicolangelo Ghizzardi, Claudio Gittardi, Domenico Angelo Raffaele Secchia, Nicola Proto, Maurizio Cardea, Federico Panichi, Giuseppe Verzera e Antonella Scandellari.

La scelta da parte dell’organo di autogoverno dei magistrati non sarà sicuramente semplice. Non sarà solo considerata la cosiddetta regola dell’anzianità professionale o di ruolo, ma l’incarico attribuito dovrà tener conto anche di particolari esperienze che possono essere applicate con successo alla gestione della complessa macchina giudiziaria della Procura di Trieste, dove opera anche la Direzione distrettuale antimafia.

«Sono riuscito ad allargare l’orizzonte investigativo della Dda puntando soprattutto fuori Trieste e impegnandovi forze ed energie», spiega Dalla Costa indicando come fondamentale proprio l’attenzione verso le indagini a vasto raggio partite proprio da Trieste.

Ma quelli trascorsi a Trieste sono stati quattro anni impegnativi sia sotto il profilo gestionale che investigativo. In Procura Michele Dalla Costa ha infatti riorganizzato l'attività e gli uffici cercando di ottimizzare l'impegno professionale dei sostituti.

«Sono riuscito - aggiunge - a impegnarmi particolarmente nell'organizzazione dei protocolli sui casi di violenza e sui soggetti deboli». Ma si deve a Dalla Costa il coordinamento di inchieste non certo facili. Come ad esempio quella sulla scempio della Val Rosandra o della Ferriera. Dice in proposito: «Abbiamo cambiato impostazione rispetto a una volta. Il nostro obiettivo è stato quello di puntare su chi doveva controllare le emissioni. Sulle responsabilità». Dalla Costa ha attivato una grande attenzione verso gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali coordinando una serie di collaborazioni con l’Azienda sanitaria. «È stato un lavoro importante - afferma - che ha consentito di fare il punto della situazione. Riguardo alle morti da amianto abbiamo creato un archivio investigativo, al quale hanno contribuito anche l’Inps, l’Inail, le Dogane e i privati, che è stato messo in rete». A Trieste il procuratore Dalla Costa era arrivato nel mese di maggio del 2008 assumendo l'incarico che fino ad allora era stato di Nicola Maria Pace. «Il trasferimento a Treviso è stata una scelta di vita dovuta a motivazioni personali. Solo per questa ragione avevo, tempo fa, presentato la domanda», ribadisce il procuratore esprimendo il suo dispiacere di lasciare Trieste.

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