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Il futuro di Seganti e Rosolen disoccupate della politica

L’ex assessore leghista ha ripreso il vecchio lavoro al Mib: «Sono a Francoforte» L’esponente di Un’altra Regione cerca un lavoro: «Come ho sempre fatto»

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«Cercherò un lavoro, come fanno tanti, e come ho fatto tutta la vita, tutta la mia vita» dice Alessia Rosolen, ex consigliere regionale. «Sono a Francoforte per lavoro. Ho ripreso a pieno ritmo. Non festeggio neanche il 25 aprile» aggiunge Federica Seganti, ex assessore alle Attività produttive della Regione. Entrambe bocciate alle ultime elezioni regionali. Fuori dalla politica che conta. Addio carriera e addio allo stipendio. Disoccupate delle politica. Alessia Rosolen è vittima del pessimo risultato di Un’Altra Regione, l’avventura politica che ha condiviso con il compagno Franco Bandelli. Il suo risultato personale, 1471 preferenze, le avrebbe garantito l’elezione in qualsiasi partito. «È vero. Non mi rattrista. Anzi è una cosa che mi rende orgogliosa» dice in modo non consolatorio.

Federica Seganti ha scontato il declino della Lega Nord e il suo (790 preferenze meno di quelle raccolte da Emiliano Edera, tanto per fare un nome). Cosa farà ora? L’ex assessore leghista, 100% impegno (il suo slogan elettorale), si è già rimboccata le maniche e a pochi giorni dal voto ha ripreso le vesti da direttore del Master in Insurance & Risk Management del Mib (School of Management) di Trieste. «Sono a Francoforte come consulente della Commissione europea per l’implementazione della nuova direttiva sui fondi pensione» dice tutto d’un fiato. È tornata a fare il vecchio lavoro? «Certo. Ci mancherebbe. Come si fa altrimenti» aggiunge. Non è la prima interruzione nella sua carriera politica iniziata nel 1993 in Consiglio comunale di Trieste e proseguita nel 1998 in Consiglio regionale. Dal 2003al 2008 non ha ricoperto cariche. «Ho fatto l’assessore. L’avevo già fatto dal 2001 al 2003. E poi vedremo. Non si vive di politica. La politica è una passione. È un’attività che si fa al servizio della cittadinanza» aggiunge. «Quando si perde le elezioni si fa altro. Farò la militante politica della Lega» racconta. La Seganti, da maroniana di ferro, non ha nessuna intenzione di scendere dal Carroccio. Neppure Alessia Rosolen, un passato di destra nelle file del Msi prima di An poi, vuole smettere di sognare Un’Altra Regione. La carica di consigliere comunale (dal 1998 in poi), non sufficiente per vivere, non gliela tocca nessuno. «Non sono disoccupata. Adesso deciderò cosa fare della mia vita. Ma con un orgoglio. Fintanto che ho preso soldi dalla politica per scelta e per dovere non ho continuato a lavorare. Per cinquemila euro al mese mi sono sentita in dovere di dedicare tutto il mio tempo alla politica». Ma cosa farà adesso? «Non lo so cosa farò. Se tornerò a fare la giornalista o se cercherò altro o se aprirò una libreria...». Proprio una libreria? «Scherzo. Quello della libreria è uno dei miei piccoli sogni. Ma non mi pare il momento giusto. Qualcosa da fare troverò. Sono serena. Non ho sempre vissuto di politica. Non sono mai stata stipendiata dal partito. Appena mi riprendo ricomincerò a lavorare come ho sempre fatto nella mia vita da quando avevo vent’anni. Cercherò un lavoro senza battere ciglio. Qual è il problema?».

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