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Nuovo rettore, Battelli scende in campo

È la seconda candidatura ufficiale per il post-Peroni dopo quella di Fermeglia. Abbattista possibile terzo competitor

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Sfida a due, per ora. Ma la corsa all’elezione del nuovo rettore dell’Università di Trieste potrebbe, da qui al 30 aprile (termine ultimo per la presentazione delle candidature), arricchirsi di almeno un nome ancora. Intanto, dopo l’ingegnere chimico Maurizio Fermeglia, docente ordinario del Dipartimento di Ingegneria e Architettura e direttore del Mose - Laboratorio di modellistica molecolare e di processo, un’altra partecipazione alla competizione elettorale diventa ufficiale: quella di Giuseppe Battelli, ordinario di Storia contemporanea al Dipartimento di Studi umanistici ed ex preside dell’ormai pensionata (causa riforma) facoltà di Scienze della formazione.

Battelli ha depositato ufficialmente la sua candidatura martedì scorso. Quella di Fermeglia ha invece la data del giorno precedente, il 15 aprile. E, intanto, voci insistenti danno per possibile l’inserimento di un terzo competitor nella tornata per il post-Peroni: Guido Abbattista, docente ordinario di Storia moderna al Dipartimento di Studi umanistici.

La conferma di Battelli

«Sì, ho presentato la candidatura», fa sapere Battelli, che già poco più di un mese fa non aveva chiuso all’ipotesi ammettendo implicitamente di essere impegnato in una serie di riflessioni sul tema. «Naturalmente le voci non dipendevano da me, erano in quel momento supposizioni e illazioni - osserva il docente di Storia contemporanea -. La mia decisione finale è poi maturata nel convincimento che oggi in Italia l’università pubblica vada a svolgere un ruolo totalmente decisivo, non solo concentrandosi su quelli che sono i suoi ambiti tradizionali, cioè scienza e cultura ossia le due forme di conoscenza essenziale, ma dando un contributo il più ampio possibile a uno sforzo di ricostruzione di un Paese che è andato fuori controllo. Non c’è solo un problema di erogazione della conoscenza - sottolinea -, ma anche di ruolo civile complessivo che l’università deve svolgere nel fare formazione, preparando decine di migliaia di giovani».

Nessuna contrapposizione

La candidatura di Battelli «non nasce in contrapposizione a qualcuno, in alternativa - assicura il diretto interessato -. È una scelta in sé, che è personale nella misura in cui mi metto a disposizione per dare un contributo a una battaglia che vorrei fosse sentita collettivamente». E da osteggiare, secondo Battelli, è quella «riforma Gelmini che ha stravolto il sistema universitario. E per la quale io ribadisco ora, come già affermato negli anni scorsi in Senato accademico e da preside di facoltà, la mia totale ostilità. È positiva la semplificazione numerica che ha portato con meno dipartimenti e la cancellazione delle facoltà sì, ma resta vero - conclude - che è profondamente sbagliata e produce un effetto di accentramento dei poteri rispetto a cui io sono totalmente contrario».

Il terzo nome

I rumors dicono infine che Guido Abbattista, docente di Storia moderna al Dipartimento di Studi umanistici, starebbe ragionando in merito a un’eventuale candidatura. «Il mio mistero è chiuso in me», ribatte a proposito Abbattista vestendo i panni del principe ignoto. Poi, una volta accantonato il terzo atto della Turandot, osserva: «È un pensiero che sto facendo, rientra nelle valutazioni che uno certamente fa, sì. Ma non c’è nulla di deciso. Abbiamo ancora due settimane di tempo, non c’è nessuna ragione di correre e di affrettarsi».

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