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Il motoclub Pino Medeot celebra i suoi centauri

L’associazione isontina festeggia i 90 anni di vita con una mostra dedicata ai piloti Il 28 aprile in calendario una gara del Campionato italiano regolarità d’epoca

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MOSSA. I “Fanghi” di Mossa stanno al motociclismo goriziano come il pavè sta alla Parigi-Rubaix. Il paragone può sembrare esagerato, ma non lo è. A dimostrarlo ci sono i filmati ripescati dal vecchio archivo del Motoclub “Pino Medeot”. Oggi masterizzati in formato digitale per celebrare il noventesimo anniversario dell’associazione, mostrano i centauri affondare nelle melme degli sterrati del Preval fino a oltre metà ruota. Per uscirne, molti hanno dovuto chiedere l’assistenza del pubblico assiepato a bordo pista. Tutti temevano i “Fanghi” di Mossa. Erano conosciuti ovunque e martedì sera sono stati ricordati in occasione del primo degli appuntamenti organizzati per festeggiare i 90 anni del moto club. In attesa della gara in programma il 28 aprile - valida come seconda prova del Campionato italiano regolarità d’epoca Gruppo 5 - il “Medeot” ha celebrato i suoi piloti. Lo ha fatto dedicando loro una mostra fotografica e, soprtattutto, ricordandoli nei filmati con il commento dal vivo del segretario Massimo Braidot. Il primo pensiero non poteva essere che per Pino Medeot.

Pioniere del motorismo isontino morì nel 1950 sul circuito cittadino di Bondeno (Ferrara). In sella alla sua Gilera Saturno numero 66 entrò in contatto con un doppiato durante l’ultima prova di selezione del campionato italiano di velocità classe 500. L’impatto fu fatale a entrambi. Medeot era nato nel 1923 e nello stesso anno fu fondato il Motoclub Gorizia. Anche per questo, nel 1951, il sodalizio goriziano e quello mossese si fusero l’un con l’altro. Con Pino sono stati citati tanti altri nomi: da Gervasio Braidot a Giovanni “Ive” Persoglia passando da Marco “Gilera” Gregoris, a Bruno Mrak, fino ad arrivare al team manager “ante litteram” Gino Braidotti. L’occasione è servita anche per consegnare un piccolo, ma importante, riconoscimento a Alessandro “Sandrin” Braidot. Per essere stato nel 1963 il primo campione sociale della storia Regolarità/Enduro, a lui è stata consegnata la tessera di socio d’onore. Ora l’attenzione è tutta puntata sull’appuntamento di fine mese. Sui 35 chilometri del percorso che partirà dal campo sportivo di via dello Sport e toccherà le località Blanchis, Giasbana, Gradiscutta, Valerisce, Gorina, Monte Calvario, Fornaci di Lucinico e poi rientrare a Mossa si aspettano almeno 200 piloti. E i famosi “Fanghi” non potranno mancare. Naturalmente.

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