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Sommelier, a Trieste il futuro è donna

All’esplorazione del vino e della birra, più della metà degli iscritti è rappresentato dal gentil sesso

2 minuti di lettura
(ansa)

Che ai triestini piacesse bere non era un mistero per nessuno, ma l'esplosione dell'interesse per conoscere il vino, la birra e i distillati di qualità era poco prevedibile anche dagli addetti ai lavori. Un boom inatteso, se si considera che più della metà degli iscritti ai corsi per sommelier sono donne.

Sull'onda della vittoria alle selezioni italiane per il “miglior sommelier d'Italia”, vinta quest'anno proprio da un triestino (Dennis Metz), la delegazione di Trieste dell'Ais (Associazione italiana sommelier) sta continuando a mietere successi con i propri corsi dopo il boom di questi anni che ha portato all'esame finale una cinquantina di “aspiranti”, un vero e proprio record, che fa coppia con il record di sommelier triestini premiati ai vari concorsi, negli ultimi anni di attività.

Tanto per fare qualche numero relativo a una tendenza generale che si sta riflettendo anche sui produttori, nel 2012 risultavano iscritti all'Ais più di 300 triestini, circa 200 dei quali già diplomati sommelier. Fino a qualche anno fa, frequentare un corso (suddiviso in tre livelli) non era poi così semplice per chi viveva a Trieste, anche in considerazione del lasso di tempo che poteva passare tra il I e il III livello: i corsi erano pochi perchè gli aspiranti sommelier non erano così numerosi.

Oggi la situazione è cambiata, come diretta conseguenza dell'aumento di richieste di chi vuole diventare sommelier: sia professionisti che privati cittadini impegnati lavorativamente in tutt'altre attività.

«Il trend positivo per le richieste di iscrizione lo si registra anche a livello nazionale, perchè si cerca sempre di più la qualità. In conseguenza di ciò sono cambiate anche le scelte dei produttori. Si sta scegliendo di bere meno ma di bere meglio. Ai nostri corsi partecipano sempre più donne – racconta Roberto Filipaz, responsabile Ais di Trieste che di professione fa l'architetto ma è tra i sommelier italiani abilitati anche all'insegnamento – ormai siamo al 50% rispetto al numero di iscritti».

Le ricadute di questa nuova tendenza sembrano poter interessare anche il settore turistico dell'enogastronomia, se si pensa che nel corso del 2012 solo l'Ais ha organizzato ben 10 eventi legati al mondo del vino, coinvolgendo in qualche caso i produttori del territorio con un'attività di promozione da non sottovalutare.

Ma non è solo l'Ais a registrare un aumento dell'interesse verso il “bere bene”. Le enoteche cittadine sono spesso piene e in quelle più note si tengono regolarmente serate dedicate a chi vuole imparare a degustare i vini nazionali, francesi e internazionali.

Sull'altopiano carsico, a Aurisina, si trova invece un pub piuttosto celebre tra gli amanti della birra: un vero punto di ritrovo – con tanto di corsi per appassionati - già finito alla ribalta della cronaca quando, nel 2010, il più diffuso quotidiano nazionale l'aveva messo al primo posto tra le birrerie della provincia.

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