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I vescovi croati “copiano” Papa Francesco

Nel segno dell’umiltà portano la croce di ferro al posto di quella in oro L’esempio di cardinal Bozani„

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TRIESTE. Il cardinale Bergoglio sarà ricordato per molte cose. Per essere il primo Papa che ha abbracciato il suo predecessore. Per essere il primo Pontefice che ha scelto come suo nome quello del santo di Assisi. Per essere il primo vescovo di Roma in grado di lanciare una “moda” tra gli alti porporati della Chiesa cattolica. Sì, perché quella sua croce di ferro portata sulla candida veste papale al posto della ben più evidente e preziosa croce d’oro non è solo diventata un’icona della volontà del Pontefice di richiamare la Chiesa alle sue radici più umili, è diventata una vera e propria icona per cardinali e vescovi al punto che il cardinale di Zagabria, Josip Bozani„ ha prontamente sostituito anche lui la sua croce d’oro con una di ferro. E, dicono gli esperti di cose di Chiesa da quelle parti, che questo è solo l’inizio dei cambiamenti che il nuovo corso di Papa Francesco “imporrà” ai porporati croati. E la conferma giunge anche da quanto informalmente dichiarato allo Jutarnji List da uno stretto collaboratore del cardinale di Zagabria.

Chiesa di Croazia, o meglio, arcivescovado di Zagabria, che non ha certo brillato per umiltà e morigeratezza in questi ultimi anni. La costruzione della milionaria e lussuosissima sede della curia arcivescovile, infatti, si è attirata le critiche di gran parte della popolazione del Paese giornalmente impegnata a sbarcare il lunario in un tempo di profonda crisi economica e sociale. Al punto che molti analisti hanno visto nel trionfo elettorale del centrosinistra anche una risposta indiretta dei croati all’opulenza della Chiesa storicamente alleata e portavoce nelle parrocchie dei conservatori, leggi Accadizeta del defunto presidente Tudjman. E così il cardinale Bozani„ è stato il primo a voler dare il “buon esempio” ostentando con la croce di ferro l’insegnamento di umiltà e di vicinanza ai problemi dei più poveri voluta dalla nuova dottrina sociale di Papa Francesco. «Siccome in Croazia c’è purtroppo molta povertà - ha ancora dichiarato il collaboratore di Bozani„ allo Jutarnji List - e la maggior parte dei vescovi vive nel lusso non condividendo in questo modo il destino dei propri fedeli e visti i segnali che giungono dal Vaticano è giunto il momento che i porporati comincino a cambiare i propri stili di vita».

Questo non significa che la Chiesa croata farà come San Francesco che ha venduto tutti i suoi beni per dedicarsi alla parola di Gesù, ma sicuramente la curia croata cercherà di appoggiare il governo nazionale in una concreta azione di supporto delle fasce sociali più indigenti. «Abbiamo bisogno di dare vita a mense per i poveri - conferma la fonte ecclesiastica croata - non di spendere soldi per costruire una nuova chiesa, del resto la cura dei più deboli è uno dei fondamenti su cui si basa l’insegnamento di Santa romana Chiesa».(m. man.)

ManzinMauro

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