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Ambulanti di Ponterosso: spostati, ma di pochi metri

Scavi AcegasAps, le bancarelle saranno posizionate nell’area vicina alla Bnl In piazza Vittorio Veneto finiscono invece i comizi elettorali. Venditori soddisfatti

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Problema risolto. Mentre AcegasAps effettuerà l'intervento che prevede scavi nell'area solitamente occupata dalle bancarelle, gli ambulanti del Ponterosso potranno utilizzare lo spazio della piazza normalmente adibito a parcheggio. Quello, per intendersi, più vicino al sede della Banca nazionale del lavoro. Un trasferimento limitato nel tempo, perché i lavori dovrebbero concludersi nel volgere di un mese e mezzo circa, ma soprattutto di pochi metri.

La svolta, nella direzione auspicata e proposta proprio dagli ambulanti, è maturata in poche ore. L'assessore comunale al commercio Elena Pellaschiar, registrata la forte protesta della ventina di ambulanti che operano al Ponterosso, ha provveduto rapidamente: «Ho stabilito che in piazza Vittorio Veneto, sede inizialmente individuata per ospitare temporaneamente gli ambulanti del Ponterosso - ha annunciato ieri mattina - andranno invece i politici per i loro comizi».

In un primo momento infatti il Comune aveva ritenuto di sistemare il palchetto per gli interventi preelettorali proprio davanti alla sede della Banca nazionale del lavoro e di mandare gli ambulanti in piazza Vittorio Veneto. «Visto che questa soluzione non ha incontrato l'approvazione di questi piccoli imprenditori, attanagliati come tanti loro colleghi stanziali - ha sottolineato Pellaschiar - da una crisi particolarmente accentuata, ho deciso diversamente». All'annuncio, gli ambulanti del Ponterosso hanno espresso vivo compiacimento nel vedere esaudite le loro richieste. «Ero pronto a chiudere per l'intera durata dell'intervento di AcegasAps - ha spiegato Guido Doz, titolare della rivendita del pesce in Ponterosso - piuttosto che andare in piazza Vittorio Veneto, dove la cornice non è certo ideale per un lavoro come il nostro. Mi fa piacere che l'assessore abbia colto la gravità del momento e la necessità di farci restare il più vicino possibile alla nostra tradizionale sede operativa». «Molti di noi - ha ricordato un'operatrice del Ponterosso - non hanno altre attività, e chiudere per un mese e mezzo sarebbe stato devastante».

Nell'incontro che aveva preceduto lo scontro fra commercianti e assessorato, Doz e gli altri avevano proposto altre due alternative: lo spazio davanti alla chiesa di Sant'Antonio Nuovo e il lato del canale vicino al Borgo Teresiano. Entrambe le proposte erano state cassate da Pellaschiar: la prima perché troppo vicina all'ingresso della chiesa, la seconda per mancanza di spazio. «Così spero tutti siano soddisfatti - ha concluso l'assessore - nell'auspicio che passi presto questa fase di difficoltà per tutto il commercio cittadino».

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