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Una città che si scopre ansiosa di avere più spazi verdi e soprattutto attrezzati per i bambini, che è entusiasta al 96% per le energie alternative, che sogna di fare giardinaggio per il verde pubblico, va soprattutto a piedi e coi mezzi pubblici (e tutte le auto in giro di chi sono?), che considera il problema della casa difficile quasi solo per via di appartamenti troppo vetusti e troppo grandi, ma che di fronte a questo sogno idilliaco, sposato a una visione di futuro legata (come da tendenze nell’aria) su turismo, cultura e scienza, confessa al 74% di trovare deludente la prospettiva economica della città.

Questa è la sintesi dell’indagine conoscitiva promossa dal Comune per raccogliere, nel più grande e articolato processo di moderno “ascolto” che si ricordi, le opinioni di base per la formulazione del nuovo Piano regolatore. Un raduno di opinioni generalizzate e per settore (categorie produttive, associazioni, circoscrizioni) che soprattutto voleva testare non tanto i “desiderata” segreti dei cittadini, ma il consenso o meno sulle linee di indirizzo elaborate dal Comune stesso, dal sindaco e dall’assessore all’Urbanistica Elena Marchigiani. Un consenso incassato a pieno perché nessuna persona anche di solo medie buone intenzioni può seriamente essere contraria a sostenibilità ambientale, riuso del territorio e degli edifici degradati, qualità del paesaggio e mobilità sostenibile.

E i risultati (questi e molti altri in più) sono stati presentati ieri al Ridotto del Verdi, peraltro tutti i dati sono disponibili sul sito Retecivica, alla voce Urbanistica o direttamente “Nuovo Prgc”. Prima di tutto Cosolini e Marchigiani hanno messo in luce la politica distintiva di questa amministrazione, il rovescio esatto di quella scelta per il Prg da Dipiazza: prima il segreto totale, che molto fece infuriare, e ora un mastodontico raduno di opinioni preventive, «di cui si terrà conto» ha detto Marchigiani, ma il sindaco onestamente ha riconosciuto che sulle pianificazioni urbane ci sono anche interessi non coincidenti. Produrre, che pur sarebbe urgente, può cozzare col sogno di un’oasi verde.

I numeri comunque sono interessanti: 2500 questionari in carta, 1500 online, 8000 accessi al sito del Comune, 7 riunioni circoscrizionali, 28 rappresentanti di categorie economiche riuniti a discutere e 155 rappresentanti di enti, associazioni, organizzazioni, da cui sono arrivati 32 contributi scritti di suggerimenti. Un lavoro immenso che ha coinvolto anche “stagisti” universitari. Ampi i ringraziamenti alle «alte professionalità del Comune, cui è giusto fare ricorso in momenti di criticità economica».

Ma come sarà questo Piano regolatore? Ancora non si sa, la fase di “scrittura” zona per zona comincia ora, le tendenze sono di avvicinare le strutture scientifiche al tessuto cittadino, di ampliare i parcheggi, di creare punti di interscambio fra auto e bus, o bicicletta, di mappare (lavoro già iniziato) gli edifici vuoti, di collegare il centro con le periferie e Trieste coi Comuni circostanti, e con la confinante Sesana.

Se dai contributi tecnici si evidenziano esigenze e idee allargate, dal questionario dei cittadini emerge forse anche il target che ha scelto di rispondere: il più attento, attivo, partecipativo, computerizzato. In una città di anziani infatti (e Marchigiani che deve scrivere il futuro lo ha sottolineato con soddisfazione) è emersa come prima esigenza quella di “spazi liberi attrezzati”, e attrezzati “per bambini e famiglie”. Il che è anche un buon risultato, visto che a Trieste rischiano di essere minoranza e dunque meno urgenti da soddisfare. Cosolini, che sul nuovo Prg si è giocato in parte le elezioni raccogliendo l’eredità del progetto finito male, ha dato ieri anche totale copertura politica a quanto fatto finora e a quanto soprattutto emergerà dai dettagli sostanziali: «Le idee di questa amministrazione non sono, come spesso accade, astratte, ma si ritrovano tutte dentro il suo Piano regolatore».

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