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Orari liberi, “pieno” festivo più difficile

Scatta oggi la deregulation delle aperture domenicali dei benzinai. La categoria: «Nuove difficoltà per lavoratori e utenti»

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TRIESTE. Cambia tutto, ma in realtà potrebbe cambiare ben poco. Con il 2013 scatta la liberalizzazione degli orari per i distributori di carburante ma, almeno in Friuli Venezia Giulia, la possibilità di tenere aperte le pompe di benzina senza grossi vincoli, stando a quanto affermano i rappresentanti di categoria, si dovrebbe trasformare nell’opportunità di restare chiusi laddove nei giorni festivi i clienti non si vedevano nemmeno col binocolo.

Siamo ancora alle previsioni in vista del debutto ufficiale della deregulation che scatterà oggi, prima domenica del nuovo anno, e ci vorranno comunque alcune settimane, se non mesi, per capire in maniera più significativa quali saranno le tendenze dei benzinai nel gestire la libertà negli orari. «Ma la sensazione è che in Friuli Venezia Giulia poche saranno le modifiche apportate agli orari» afferma Mauro Di Ilio, presidente regionale della Figisc Confcommercio, che sottolinea come negli ultimi due mesi del 2012 «erano già state eliminate le sanzioni per chi non rispettava il vecchio regime di turni e non abbiamo assistito a grandi stravolgimenti». «Chi gestisce i distributori in aree dove c’è lavoro anche la domenica continuerà a fare i turni con i colleghi e in accordo con i Comuni in base alle esigenze - spiega Di Ilio – mentre gli altri potranno chiudere liberamente senza dover sottostare a vecchi obblighi».

Le zone “morte” in questione riguardano soprattutto, in questa stagione, le località turistiche di mare oltre alle zone industriali, particolarmente vuote nelle giornate festive, dove però i gestori erano costretti a tenere aperto nei propri turni domenicali e chiudere al lunedì. Tutto bene quindi per i benzinai? Non proprio. «Passiamo improvvisamente da un sistema totalmente controllato e normato a una liberalizzazione completa e questa situazione non aiuta nessuno - sostiene Di Ilio -. Avevamo chiesto un passaggio più graduale ma non siamo stati ascoltati». Le difficoltà, aggiunge Roberto Ambrosetti, presidente triestino della Figisc, «sono per chi lavora e per gli utenti. Da una parte è vero che i turni iniziavano a pesare laddove non c’era lavoro nei giorni festivi, ma con la nuova disciplina la clientela non ha alcuna indicazione su dove trovare dei distributori aperti. In questo modo si finisce per accontentare pochi e scontentare molti».

Tendenzialmente, gli automobilisti triestini dovrebbero trovare i distributori aperti sulla Grande Viabilità e qualche gestore del centro potrebbe sfruttare la nuova normativa mentre, così come a livello regionale, nelle aree più periferiche, in particolare in zona industriale, difficilmente si troveranno distributori aperti nei festivi, al di là naturalmente dei self-service. Tuttavia, secondo Ambrosetti, «erano altri gli interventi da apportare per dare davvero un sostegno alla categoria. I nostri margini si sono dimezzati nel corso degli anni per dare una risposta alla crisi e anche le compagnie hanno fatto i loro sacrifici. Ma, nonostante tutto, l’abitudine degli automobilisti di fare il pieno oltreconfine è rimasta, trainata anche da altri prodotti acquistati in Slovenia, sebbene i prezzi non siano poi così convenienti». Attualmente, con il prezzo della benzina che in Slovenia è di 1,486 euro al litro, è possibile fare il pieno nella fascia confinaria (con il contributo regionale di 21 centesimi al litro) a costo più basso rispetto alla vicina Repubblica rifornendosi nei distributori più economici delle province di Trieste e Gorizia. Discorso diverso per il gasolio che invece continua a essere più conveniente in Slovenia (dove costa 1,385 euro al litro) rispetto ai distributori di casa nostra: la forbice va da quasi 5 euro agli oltre 16 euro per un pieno.

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