Film commission al verde Poilucci: ridotti a sportello

Il presidente denuncia un taglio dei fondi alla struttura pari al 60 per cento Nel 2013 finanziamenti solo per 2-3 produzioni contro le 10-12 degli ultimi anni

TRIESTE. Film Commission FVG: un contenitore tristemente vuoto. Poche settimane fa, infatti, il Consiglio regionale ha votato all’unanimità e con il pieno consenso della giunta, la proroga per il 2013 delle competenze della Film Commission. Ma alla dichiarazione d’intenti dell’assemblea regionale non si è dato seguito in sede di legge Finanziaria regionale riducendo di fatto drasticamente la dotazione economica per le attività della Film Commission stessa. Risultato: il finanziamento del Film Found è stato decurtato di quasi il 60% portandolo dai 700mila euro del 2011 a 300mila euro e, quindi, nel 2013 «potranno essere finanziati - come spiega in una nota il presidente della stessa Fil Commission, Federico Poillucci - soltanto 2-3 film invece dei 10-12 degli anni fino al 2011».

Il finanziamento per le attività di promozione e servizio alle produzioni ha subito una diminutio addirittura del 70%, ed è sceso alla cifra di 100mila euro. In pratica, oltre a dover giocoforza ridursi a una “part-time Film Commission”, non resteranno comunque spazi di manovra per null’altro: servizi alle produzioni, promozione, partecipazione a festival e mercati internazionali, strumenti di comunicazione, eventi.

«La Film Commission diventa - aggiunge Poillucci - da struttura efficiente ed operativa, un semplice sportello informativo. Già nel secondo semestre 2012 la cancellazione dei fondi e della Film Commission aveva portato il FVG a perdere 4 film, danno quantificabile in 7-8 milioni di euro di mancato indotto sul territorio regionale». Ora, a seguito delle prospettive deprimenti di cui sopra, il danno economico per la Regione sarà ben più alto, superiore ai 10 milioni di euro, e le più di 300 tra famiglie ed imprese che operano in questo comparto saranno messe in ginocchio, costrette a cambiar mestiere o ad emigrare. «Senza contare l’ingente danno alla credibilità di questa regione - prosegue Poillucci - il mancato ritorno d’immagine, la perdita di 10-12mila pernottamenti alberghieri delle troupe, e così via».

E pensare che il Premio Oscar Giuseppe Tornatore, il cui film “La migliore offerta”, girato prevalentemente a Trieste, è in uscita a Capodanno, dichiara che non c’è al mondo un posto come Trieste ed il Friuli per quanto riguarda l’ospitalità ed i servizi al cinema. Mentre lo storico del cinema Carlo Gaberscek nel suo ultimo libro “I luoghi del cinema. di finzione in Friuli, Trieste, Slovenia e Istria” racconta che da quando esiste la FVG Film Commission si sono girati in regione oltre 110 lungometraggi in 10 anni; nei sessant’anni precedenti se ne erano girati appena un centinaio. Infine l’europarlamentare Silvia Costa, contribuendo al dibattito innescato dal Sole 24 Ore sugli “Stati Generali della Cultura”, insiste sull’importanza che l’Unione Europea conferisce all’industria filmica e audiovisiva in ottica di sviluppo, crescita, sostenibilità, competitività. La Provincia di Trento (1 milione e 600mila euro), la Puglia (2 milioni di Euro) ed altre regioni, considerato il sicuro ritorno economico, investono pesantemente sui fondi di finanziamento al cinema, imitando di fatto il modello Friuli Venezia Giulia, prima regione italiana ad aver istituito un Film Fund nel 2003.

In Friuli Venezia Giulia invece si pensa di smontare una “macchina” che funzionava a pieno regime. Per questo «la FVG Film Commission - afferma Poillucci - chiede a tutti i candidati alla Presidenza della Regione una riflessione profonda su quanto sia strategico, proprio in tempi spending review, investire in un comparto industriale e creativo che in questa regione costituisce un’eccellenza, e che in tutto il mondo viene ritenuto imprescindibile volano di nuova economia virtuosa». Resta l’interrogativo se in futuro la Fil Commission FVG non sarà nuovamente oggetto di beghe ideologiche che poco hanno a che vedere con una rigorosa politica di rilancio dell’economia regionale. Il film “La bella addormentata” di Marco Bellocchio, girato in Friuli, non sia più una sorta di “anatema” ma diventi il punto di partenza per una politica culturale moderna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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