In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Austriaca assalita in Costiera «In carcere senza una prova»

L’indiano accusato dell’aggressione sembra essere stato dimenticato al Coroneo anche dal suo stesso consolato. Il legale: «Descritto, ma mai riconosciuto»

1 minuto di lettura

Descritto ma non riconosciuto come previsto dal Codice.

Il pm Maddalena Chergia lo indica con determinazione come l’aggressore di Sabine Pollanz, l’austriaca di 44 anni appassionata di tango, trovata con la gola tagliata in Costiera nello scorso mese di maggio. Ma Ashwani Kumar, indiano del Pnnjab, rinchiuso da allora al Coroneo, ha sempre protestato la propria innocenza. Dal momento dell’arresto vive in una sorta di limbo giudiziario, una specie di zona grigia, dove finora non sono emerse le prove che lo accusano, ma ci sono solo gravi indizi di colpevolezza, come hanno indicato in giugno dai giudici del Tribunale del Riesame invitando il pm, con sollecitudine, a effettuare il riconoscimento, il confronto all’americana in sede in incidente probatorio. Ma finora nulla si è mosso.

Si è saputo solo che pochi giorni dopo il deposito della sentenza del Riesame, Sabine Pollanz è stata sentita dai poliziotti della Squadra mobile e dal pm Maddalena Chergia. Nell’occasione, ha confermato le dichiarazioni rese nella stanza dell’ospedale di Cattinara dove era stata trasportata subito dopo l’aggressione lungo il sentiero dei pescatori.

Ma c’è di più. I vestiti sequestrati nella casa dell’indiano durante la perquisizione avvenuta subito dopo il suo arresto sono ancora a Roma, nel laboratorio della scientifica. Non si sa ancora se sui pantaloni, sulle scarpe e sulla maglietta di Ashwani Kumar presa dalla polizia ci siano tracce di sangue con il Dna di Sabine Pollanz. Insomma, buio sempre più fitto.

«Kumar ha sempre negato di essere stato lui ad aggredire Sabine Pollanz», dice l’avvocato William Crivellari. Il legale rappresenta di fatto l’unico contatto con l’esterno da parte dell’accusato: va a incontrare Ashwani Kumar in carcere, al Coroneo, ogni due settimane. Perché il paradosso è che nonostante i ripetuti tentativi, nessuno dell’ambasciata indiana e neanche della sua famiglia, fino a ieri si è fatto vivo. E’ come se l’indiano fosse stato dimenticato, cancellato.

«Ho scritto - racconta l’avvocato Crivellari - all’ambasciata di Roma e anche al consolato generale di Milano, ma senza ottenere alcun risultato».

Aggiunge: «Da quanto è emerso fino adesso, lo ritengo innocente. Posso dire che non ci sono indizi sufficienti, ma solo le dichiarazioni della donna che lo ha descritto, ma non lo ha riconosciuto». Intanto in Austria si moltiplicano le voci che dietro all’aggressione di Sabine Pollanz ci siano vicende personali. Non certo l’azione di un manovale del Punjab venuto in Europa per lavorare e cercare fortuna e riscatto dalla sua condizione di povertà. «Non capisco perché non venga disposto l’incidente probatorio», dice l’avvocato Crivellari. E Ashwani Kumar resta in carcere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori