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Comune e Pro loco di Monfalcone alzano le barricate contro i tagli

L’assessore Benes: «La convenzione con il sodalizio sarà rinnovata» L’organizzatore Blasini: «La festa sopravviverà, magari con gli sposi in bici»

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Giù le mani dal Carnevale, l’incarnazione della tradizione monfalconese non può essere immolata sull’altare dei tagli, cancellando uno degli appuntamenti storici più sentiti e amati della Bisiacaria. Perchè anche a costo di veder arrivare in piazza della Repubblica Sior Anzoleto con la sua sposa assieme al notaio Gratariol inforcando una bicicletta e di “arrangiarsi in casa” mettendoci tutta l’inventiva di cui i monfalconesi sono capaci, testamento e sfilata non si toccano. Certo, i ridimensionamenti finanziari rischiano di mettere in forse quei circa 70mila euro che, tra fondi comunali e regionali, venivano garantiti, inducendo a ottimizzare risorse economiche e umane, ritoccando altresì il “palinsesto” anche in fatto di iniziative sotto il tendone che solitamente ospitava gli eventi della settimana carnascialesca. Ma la giornata del martedì Grasso resta una pietra miliare che nessuno potrà scalfire. La città quel giorno diventa epicentro della festa in regione. Ogni anno richiama almeno 20mila presenze e Monfalcone diventa palcoscenico privilegiato. Con la piazza che, a mezzogiorno in punto, si gonfia di folla, in attesa di ascoltare le sempre pungenti battute dei suoi immancabili protagonisti nel gettare uno sguardo ironico tutto bisiaco sulla realtà monfalconese. E la sfilata che ferma la città inondandola di colori, musica e la creatività frizzante dei carri e dei gruppi mascherati.

A tutto questo non si rinuncia. Tanto che l’assessore comunale Paola Benes, assicura: «Nessuna paura di sorta, il Carnevale non abdicherà. Si tratta di preservare e continuare a valorizzare quella che rappresenta la vera identità monfalconese. Faremo con le risorse che avremo a disposizione. Anche quest’anno, a dicembre - continua l’assessore -, procederemo a formalizzare la convenzione con la Pro loco definendo l’entità del contributo. È difficile ora fare i conti, ma sicuramente non mancherà l’apporto dell’amministrazione. Resta poi da capire se e in che modo la Regione intenderà affiancare il proprio intervento finanziario». L’assessore aggiunge: «A breve avrò un incontro con la Pro loco per valutare come ottimizzare le risorse. Sarà necessaria una collaborazione con i Comuni più vivace. Cercheremo di coinvolgere l’Ascom, il Consorzio Viva Centro, i rioni, i gruppi associativi, insomma ogni realtà del territorio per animare al meglio la manifestazione».

L’assessore ha dell’altro in serbo. Sta lavorando con i complessi musicali cittadini per arricchire la Cantada in piazza. E nel segno di “Cantando la Cantada” ci sarà al Comunale, previsto per domenica 10 febbraio alle 17.30, un concerto durante il quale si esibiranno sei gruppi corali «con musiche e testi bisiachi, per aggregare la città attorno alla nostra tradizione».

Si sfoderano gli artigli della fantasia e del “fai da te”.

Il presidente della Pro loco, Carlo Blasini, non è da meno. «Con il Comune pianificheremo gli aspetti organizzativi in base al budget a disposizione. Ritengo che tutti, compresi i commercianti, dobbiamo concentrare le forze su eventi di punta per non disperdere le risorse, privilegiando in particolare le manifestazioni storiche e tradizionali. La Cantada di fatto è a costo zero. Magari eviteremo il giro dei promessi sposi in limousine o in carrozza, ma qualcosa ci inventeremo. Non faremo il tendone in piazza per gli spettacoli serali puntando su martedì Grasso. La Regione ha eliminato le tabelle. Vorrà dire che faremo come una volta. Una cosa è certa: manterremo alto il nome del nostro Carnevale».

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