In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Incassano soldi ma vivono all’estero, indagati 22 pensionati

Nel mirino stranieri divenuti cittadini italiani: l’assegno sociale è riservato a chi risiede qui. Inchiesta nata da una segnalazione dell’Inps

1 minuto di lettura

Ventidue persone che fruiscono della pensione sociale sono finite nel mirino del pm Federico Frezza. Il magistrato ha disposto il sequestro di altrettanti conti correnti per l’ammontare complessivo di circa 150mila euro. Ma secondo gli accertamenti degli investigatori dei carabinieri, il totale dei soldi versati dall’Inps a favore dei pensionati sociali che non hanno più diritto a ricevere l’assegno ammonterebbe a oltre 270mila euro. In pratica i carabinieri hanno puntato il dito verso le persone - stranieri divenuti cittadini italiani - che attualmente si trovano all’estero e nel cui conto corrente appunto l’Inps ha regolarmente versato ogni mese l’ammontare della pensione sociale. Sotto la lente singoli importi che vanno da un minimo di 283 a un massimo di 617 euro mensili.

La norma relativa al diritto alla pensione sociale prevede che questo genere di prestazioni sia riservato esclusivamente a chi vive in Italia. Chi se ne va ne perde il diritto. Per questo nelle scorse settimame gli investigatori dei carabinieri hanno controllato l’effettiva presenza dei beneficiari agli indirizzi indicati nella documentazione dell’Inps.

Indagati per truffa sono una donna bulgara nata nel 1940; una serba del 1942. E poi un’altra nata nell’ex Jugoslavia nel 1941 e una originaria della Slovenia, classe 1939. Tra i pensionati-viaggiatori c’è un uomo nato in Serbia nel 1940, due nati nell’ex Jugoslavia nel 1942 e nel 1937. Compaiono nell’elenco nomi di altri serbi, sloveni, albanesi, croati, macedoni e africani. Ma sono state riscontrate irrregolarità identiche anche nelle pensioni di quattro cittadini cinesi. Anche loro fisicamente scomparsi da Trieste, ma fruitori dell’assegno che in due casi pare addirittura che essere stato ritirato da parenti. Parenti che poi, così hanno riferito ai carabinieri, hanno spedito il denaro in Cina dove i beneficiari degli assegni attualmente vivono.

L’indagine del pm Frezza è nata da una segnalazione della sede provinciale Inps. «All’inizio erano stati individuati i nomi di 250 soggetti ritenuti sospetti», racconta il direttore provinciale dell’Inps Antonio Rizzo. Gli accertamenti dei carabinieri delegati dal pm Frezza hanno poi focalizzato l’attenzione su 22 casi di pensionati sociali fantasma.

Su alcuni, è bene chiarirlo, sono in corso altri controlli. Perché pare che - pur continuando a ricevere illegittimamente la pensione - dopo essere tornati nel loro Paese siano morti. Così l’assegno mensile ha continuato ad essere versato in conto corrente. Per anni. Com’è nel caso di una slovena che ha un saldo in conto corrente di 60mila euro. Ma appunto, di lei si sono perse le tracce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori